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Pasta con la mollica e le acciughe salate

Pasta con la mollica e le acciughe salate

pasta alici e mollica

Questo condimento per la pasta è tipico del meridione d’Italia. E’ un piatto povero della tradizione. Un tempo era il primo piatto della vigilia di Natale, durante la quale per tradizione si prepara una cena di magro.
E’ una ricetta veloce, economica e gustosissima.

Pasta cu l’alici salati e a mundicata
Ingredienti:

  • 350 gr di spaghetti
  • 160 gr di mollica di pane
  • 4 filetti di acciughe sotto sale
  • 1 peperoncino rosso piccante
  • olio
  • 2 spicchi di aglio
  • prezzemolo
  • sale qb

In una padella ponete l’olio, il peperoncino tritato, l’aglio e le acciughe che avrete precedentemente dissalato lavandole sotto l’acqua corrente. Fate rosolare delicatamente fino a che le alici si saranno sciolte.
A questo punto aggiungete la mollica di pane e fatela rosolare fino a quando diventerà leggermente croccante.
Portate la pasta a cottura, non salatela molto perché le acciughe sono già molto salate, e quando sarà al dente scolatela e saltatela nel condimento molto velocemente.
Aggiungete il prezzemolo e se volete una spolverata di peperoncino in polvere.

La pasta è già pronta! come vi avevamo detto era una ricetta veloce, facile ma buonissima.

Buona pasta cu a mundicata e l’alici salati a tutti!!!

 

Morzello catanzarese

Il morzello catanzare “U MORZEDDHU”

Storia e ricetta di un piatto antico e ricco di storia e sapore

img morzello

E’ un piatto dall’origine così antica da poter raccontare attraverso la sua ricetta e i suoi ingredienti la storia della nascita e dello sviluppo di Catanzaro. Il Morzello, per le sue caratteristiche, potrebbe risalite al periodo della dominazione saracena, sul finire del secolo IX ed i primi decenni del X. Paese facile da raggiungere per via della sua posizione vicino al mare, fu più volte invaso dai saraceni che nel 906 fondarono il Principato Mussulmano della Calabria. Il principato musulmano durò per oltre trent’anni, influenzando negli anni a seguire gli usi, la cultura e le tradizioni del territorio.
Il Morzello, come altre specialità culinarie, è uno degli esempi di questa influenza culturale, infatti i suoi ingredienti base, costituiti da interiora di vitello si rintracciano nella cultura saracena ed ebraica.
lo stesso nome del piatto è legato alla storia dei popoli che dominarono il capoluogo, tant’è che potrebbe derivare dal termine francese MORSEL (piccolo morso) o dallo spagnolo Muerzo (pranzo). Entrambe le lingue neolatine, riportano al ceppo linguistico originario, che con Morsicellus intende piccolo morso. Nei paesi che in passato hanno avuto una dominazione araba, sono numerosi i piatti con caratteristiche simili al Morzello catanzarese, a base cioè di carne vaccina, poiché secondo i precetti del Corano è vietato l’uso del maiale.
Altro elemento caratteristico che ci fa capire la vicinanza di questo piatto con la cultura araba è il pane con il quale si serve: LA PITTA, che altro non è che una grossa ciambella sottile, il cui nome derivante da PITA fa riferimento ad un tipico pane rotondo, tipico dei paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente. Nei dizionari italiani, il termine “pita” è abbastanza recente in quanto risale alla seconda metà del ’900, riferendosi per l’appunto ai Balcani, alla cucina greca e in special modo a quella araba. Molti linguisti attribuiscono l’origine della parola al moderno greco di “torta”, “dolce” oppure “pane”; a differenza di altri che pensano derivi dall’ebraico פת (pat), che significa “pagnotta” o “pezzetto”. La parola “pita” (come פיתא), esiste ancora nell’aramaico del Talmud babilonese ed indica il pane in generale. Un’altra possibile etimologia viene dalla parola “pită” che in rumeno arcaico, all’epoca parlato anche nel nord della Grecia, vuol dire pane.
Come tutte le ricette antiche e popolari, anche il morzello ha la sua leggenda, che riporta alla tipicità e semplicità. Essendo un piatto che utilizza le parti meno pregiate del vitello, si dice che esso fu inventato da una cameriera molto povera che per offrire un pasto ai propri figli, nel periodo di Natale, raccolse le interiora dell’animale gettate via dalla  famiglia benestante dove prestava servizio. Riducendo tutto a piccoli pezzetti, e insaporendo con il sugo preparò questo piatto sostanzioso e abbondante.
Per la sua antica tradizione e per il consolidamento nel tessuto culinario e culturale, il Morzello ha ottenuto il marchio di qualità De.C.O. che certifica la denominazione comunale d’origine.
La sua preparazione è laboriosa, ma ne vale certamente la pena.  Come detta la tradizione catanzarese, il morzello deve essere mangiato di giovedì, ma questo piatto è in verità presente sulle tavole dei catanzaresi in quasi tutte le occasioni di festa.
Per chi si trova a Catanzaro è possibile gustare il morzello appena fatto e quindi bollente e piccante nelle trattorie del centro storico. Individuarne una non è difficile: basta seguire il profumo del morzello in preparazione che inonda i vicoli della città.
Qui riportiamo gli ingredienti e le “istruzioni per la degustazione”

Ingredienti:

1 Kg per 6 persone:
Trippa: 200 gr. tra Rumine, Abomaso e Reticolo – 400gr. di Omaso (cosiddetto “Centupezzi”)
Altre interiora di vitello: 200 gr. tra Esofago, Polmone, Milza e Cuore (facoltativo)
Carne di vitello: 200gr di pancia
Condimento: 200 grasso animale op olio evo
Sugo: 150 gr. di concentrato di pomodoro
Aromi: alloro, un mazzetto di origano, peperoncini piccanti calabresi
Sale: q.b. da mettere a fine cottura

Preparazione e tempi di cottura:
Pulire con molta accuratezza la trippa con acqua tiepida quindi unirla al “Centupezzi”, lessare per 15 minuti, estrarre gli ingredienti dall’acqua e tagliarli in piccoli pezzi.
Porre tutti gli ingredienti (esclusa la milza che verrà bollita separatamente ed aggiunta quindici minuti prima della fine della cottura) ed il grasso animale (o l’olio) in una pentola abbastanza grande in modo che gli stessi occupino circa un quarto della sua altezza, quindi, aggiungere contemporaneamente ed amalgamare il concentrato di pomodoro e soffriggere il tutto con molta cura, insieme agli aromi. Aggiungere dell’acqua fino a raggiungere quasi il bordo della pentola.
Avviare la cottura a fuoco molto lento con coperchio semi aperto per almeno sei – sette ore, mescolando di tanto in tanto con il mazzetto di origano e nel caso con un cucchiaio di legno; il morzello sarà pronto quando il condimento riaffiorerà in superficie.
Servire ben caldo nella pitta che sarà tagliata a pezzi e imbevuta del sugo alle estremità.

Come si mangia:
Il Morzello si dovrebbe mangiare nella pitta alle 10 del mattino (in quanto, essendo una pietanza dell’antica tradizione Catanzarese, era consumata dai lavoratori durante la pausa mattutina).
Per le famiglie catanzaresi è il giovedì il giorno del morzello. Esiste quasi un rituale per servirlo e mangiarlo: prima di tutto bisogna preparare la pitta, dividendola in quattro porzioni. I pezzi vengono poi tagliati a libretto e aperti non completamente.
Subito dopo si farciscono i pezzi di pane bagnandoli all’interno con il sugo e poi riempiendoli di carne. Per concludere si bagnano i due lati di ogni pezzo di pitta nel sugo del morzello e solo a questo punto si può servire e mangiare.
Ovviamente si deve servire caldissimo e si deve mangiare con le mani. Si dice infatti che si mangia GANGHI GANGHI, cioè con la bocca piena e indaffarata ad addentare la pitta bollente e piccantissima.
Il tutto accompagnato da un buon bicchiere di vino rosso calabrese.

 

Patate e peperoni fritti

Ecco uno dei contorni tipici della Calabria:

Ricetta patate e peperoni fritti (patati e piparedj friuti):

  • 800 gr di patate
  • 300 gr di peperoni gialli e 300 gr di peperoni rossi rossi
  • olio
  • sale

Tagliate i peperoni a metà e togliete loro il picciolo verde esterno, i filamenti bianchi e riduceteli a spicchi non troppo sottili.
Tagliate le patate a fette non troppo sottili
In una padella fate riscaldare abbondante olio e aggiungete le patate e i peperoni.
Cuocete le verdure e con l’aiuto di una paletta, girate di tanto in tanto delicatamente facendo attenzione a non sfaldare le patate, aggiustate di sale e proseguite la cottura fino a quando gli ingredienti saranno ben cotti e si presenteranno con una croccante doratura. In circa 20 minuti dovrebbe essere tutto pronto.
Ecco quelli che ho fatto per la festa della befana

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