San Francesco di Paola

San Francesco di Paola

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Il santuario di San Francesco di Paola in provincia di Cosenza è legato alla storia e alla vocazione del santo patrono della Calabria. Introno al 1435-1452 il giovane Francesco, nato a Paola nel 1416, sentì il richiamo dello Spirito Santo, decidendo di iniziare il suo percorso eremitico in questo luogo dove oggi sorge uno dei più importanti santuari calabresi. Insieme a lui, altri eremiti spinti dai fedeli che in questo luogo trovavano sollievo per l’anima, decisero di fondare una piccola chiesa e un convento. Con gli anni il progetto divenne sempre più ampio anche in virtù della grande influenza spirituale del fraticello.
Dopo la canonizzazione del Santo, nel 1519, la  piccola chiesa eretta da San Francesco e dai primi frati, iniziò la sua trasformazione per divenire un luogo di culto ampio e architettonicamente rilevante.

La costruzione si sviluppa sulle due sponde del torrente Isca ed è unito da un ponte sul quale sorgono le abitazioni dei frati.
La chiesa e gli edifici annessi subirono la violenza devastatrice dei Turchi il 2 luglio 1555 e nel secolo successivo la chiesa, dall’originario gotico, semplice ed umile, passò a strutture barocche, di recente rimosse per riportare lo stile primario.
Nel corso dello stesso secolo alla chiesa venne annessa una cappella dedicata al Santo che racchiude anche alcune reliquie alle quali nel 1935 si unirono pochi frammenti delle ossa scampate al rogo che gli Ugonotti nel 1562 fecero dei resti mortali di Francesco.
Nel contesto della guerra di religione la profanazione della tomba di san Francesco di Paola e l’incendio del suo corpo furono una rivalsa degli Ugonotti contro i religiosi Minimi allora in prima fila nella lotta contro le eresie.
Nel 1921 il Santuario di Paola fu insignito da Benedetto XV del titolo di Basilica minore.
Oggi è un luogo frequentato da fedeli di tutto il mondo ma anche da appassionati di storia dell’arte.
La festa di San Francesco non è però celebrata il 2 aprile, data della morte del santo, ma il 4 maggio. È suggestiva la processione della statua di San Francesco che percorre tutte le vie del paese fino ad arrivare sul mare. È il momento della devozione ma anche del folklore più radicato ed antico nella città di Paola.
La figura di San Francesco rappresenta un pilastro importante della spiritualità calabrese. Il racconto della stessa vita del frate è mista di spiritualità e di leggende popolari. Molte sono le storie che si narrano e che vengono annoverate tra i miracoli compiuti del santo. In molti casi è difficile distinguere il vero dalla leggenda o dall’atto di fede, ma questi racconti sono importanti perché fanno parte di quel patrimonio di narrazioni che rappresentano la Calabria più antica.
Se si parla con un abitante d Paola sicuramente si ascolterà il miracolo di Martinello, agnello caro al santo. Si racconta che il povero animaletto fu il pasto di alcuni muratori impegnati a svolgere dei lavori nel santuario. Quando San Francesco si accorse dell’accaduto, alzò una mano in direzione del forno dove le carni stavano cuocendo e Martinello uscì vivo e belante dalle fiamme.
C’è poi la sorgente Cucchiarelle che il santo fece sgorgare copiosa per soddisfare la sete dei pellegrini e dei frati che vivevano nel convento.
Suggestivo è il racconto del miracolo del ponte del diavolo, ancora visibile e visitabile. Si narra che il diavolo, appena terminata la sua edificazione, ebbe la pretesa di possedere la prima anima intenta ad attraversalo. San Francesco che non peccò mai di ingenuità, vi fece passare un cane e così il diavolo fu costretto ad accontentarsi di quest’anima. Roso dalla rabbia cercò invano di distruggere il ponte ma non ci riuscì grazie all’intervento miracolo del santo, per cui scappò via lasciando ben visibile l’impronta del piede caprino.
Sono poi visibili, attraversando i giardini interni del santuario, le Pietre del Miracolo che San Francesco bloccò evitando una rovinosa frana. Ancora oggi questi massi sono sospesi in modo del tutto misterioso.processione mareprocessioneesternoveduta santuario

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