Musei calabresi storico artistici

MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO CASTROVILLARI E PINACOTECA COMUNALE ANDREA ALFANO: (Protoconvento Francescano Via San Francesco d’Assisi, 1 87012 Castrovillari, CS Tel: 348 9838730. Mail:[email protected])                
Orari di apertura: Pinacoteca: Aperta ore 9-13 e 15-20 tutti i giorni. Ingresso gratuito
Cosa offre: ll Museo Civico raccoglie testimonianze e reperti archeologici che racchiudono il patrimonio storico di Castrovillari e dintorni, dalle epoche preistoriche fino all’alto medioevo.
- Dalla contrada Celimarro, dove è stato scoperto un sito risalente al Paleolitico, giungono reperti litici ed ossei;
- Dalle grotte Sant’Angelo di Cassano Jonio sono stati rinvenuti reperti risalenti all’età del Bronzo;
- Dalla necropoli protostorica di Bellu Luco, località posta lungo il corso del fiume Cosciale, proviene la sequenza in ordine cronologico dei reperti provenienti dal Colle della Madonna del Castello che testimoniano la presenza continua di abitanti nel suddetto colle dall’epoca preistorica fino ai giorni nostri (con frammenti dell’età del bronzo e del ferro, di epoca greca, un luogo di culto, frammenti di epoca romana e di ceramiche altomedievali).

- Dai quartieri del vescovado e dal protoconvento, provengono una serie di frammenti di ceramica a rilievo e a figure rosse di fattura italiota.
- Nella contrada di Ferrocinto venne scoperta una necropoli da cui proviene lo scheletro di un antico guerriero del III sec. a.C.;
La presenza romana nel territorio di Castrovillari è testimoniata da ville rustiche e frammenti ceramici (sigillati), recipinti in vetro, attrezzi agricoli in ferro e frammenti di grossi vasi;
- Dalla necropoli di Celimarro furono rinvenute una fibula in bronzo raffigurante un cavallino decorato a piccoli cerchietti e una crocetta in piombo decorata a pallini.
- Dai siti di Francavilla Marittima e Torre del Mordillo di Spezzano Albanese provengono ricche colleizoni di reperti e alcune testimonianze del periodo Greco.
- Infine, all’ interno del museo è conservata una collezione di reperti archeologici del Marchese Gallo.
La Pinacoteca raccoglie più di 300 opere tra dipinti, disegni e sculture, dalle prime prove di fine ‘800 agli ultimi dipinti di metà ‘ 900, del pittore nato a Castrovillari, Andrea Alfano. Alla città natale Alfano lasciò, con atto testamentario, i quadri che teneva esposti nel suo studio. Provengono dalle donazioni della vedova di Alfano le altre 134 opere, mentre altre sono state acquistate dal Comune.

 

MUSEO CIVICO TAVERNA:  (Palazzo San Domenico, Taverna CZ. Tel: 0961/924824. Mail:[email protected])
Orari di apertura: Aperto tutti i giorni, dal lunedì alla domenica dalle ore 9:30 / 12:30 – 16,00/19,00.
Ingresso 1 euro ridotto, 3 euro prezzo intero
Cosa offre: Il percorso espositivo risulta articolato in due settori (A e B). Il primo ospita nella seconda e terza sala dipinti di due grandi protagonisti dell’ arte del ‘600: Gregorio Preti e Mattia Preti; in particolare del primo, un san Giacinto e un San Vincenzo Ferrer, del secondo la Madonna degli Angeli con i ss. Michele Arcangelo e Francesco d’Assisi, un S. Girolamo, un bozzetto raffigurante i ss. Pietro e Paolo che il maestro dipinse per gli affreschi della cupola di S.Biagio a Modena.
Nelle sale successive, oltre ad opere scultoree, si trovano i dipinti di artisti del sei-settecento napoletano e di artisti calabresi; tra questi Giovan Battista Spinelli, Antonio e Giovanni Sarnelli, Mario Minniti, Antonio De Bellis.
Seguono sale dedicate all’ arte serica e alle più recenti acquisizioni del Museo, tra cui uno studio preparatorio del Preti per l’Apoteosi di S. Pietro Celestino.
Nel secondo settore, dedicato ad esposizioni permanenti e mostre temporanee, opere di Carmelo Savelli, raccolte dedicate a Ercole Drei, Francesco Guerrieri, Lia Drei, oltre a sezioni dedicate ai lavori di Mimmo Rotella, Mirella Bentivoglio, Concetto Pozzati, fino ai calabresi Giuseppe Gallo e Francesco Correggia.
Nella chiesa conventuale di San Domenico, vero scrigno dell’ arte di Preti, sono collocate sugli altari lungo le navate, alcuni dei dipinti più celebri della sua lunga e celebrata attività, quali il San Francesco di Paola, il Martirio di San Sebastiano, la Madonna della Purità, eseguita in collaborazione con il fratello, il Cristo fulminante, Il Redentore infante, il San Giovanni Battista con l’Autoritratto dell’artista in abito di cavaliere di Malta, la Madonna del Carmelo e Santi.
Nella chiesa si trova anche la Pietà (1603) dello spagnolo Giovan Battista Ortega. Completano il ricco apparato decorativo gli affreschi con le Storie della vita di San Domenico del calabrese Domenico La Rosa ed il cassettonato dipinto di Cristoforo Santanna.

 

COMPLESSO MONUMENTALE DI S.GIOVANNI CATANZARO: (Piazza Garibaldi,21 – 88100 Catanzaro. Tel. 0961/794388 Mail:[email protected])
Orari di apertura:  9.00/13.00 – 16.00/19.00
Cosa offre: Il Complesso monumentale di San Giovanni sorge sull’area del castello normanno svevo la cui fondazione viene attribuita a Roberto il Guiscardo (1070). Parzialmente distrutto nel corso del XV sec., i suoi materiali furono utilizzati per l’edificazione della chiesa di san Giovanni (1532); nel 1663 nell’area del distrutto castello sorse il convento dei Carmelitani e, successivamente, nel corso del XIX secolo, l’ Ospedale, la Caserma del Genio Militare e le Carceri della Regia Udienza, quest’ ultime distrutte nel 1970 dal crollo delle mura del castello su via Carlo V.
Il 18 dicembre 1998 con una mostra dedicata ad Andrea Cefaly, il san Giovanni si è avviato verso un nuovo ciclo di vita e di storia. Nel 1999 la mostra dedicata a Mattia Preti consacrò il Complesso monumentale quale prestigiosa sede espositiva, ruolo che tutt’oggi detiene grazie alla suggestività del luogo e all’ampiezza dei restaurati spazi espositivi.

 

MUSEO del RISORGIMENTO: (Via Pascali, 40 88100 Catanzaro. Tel: 0961-743691)
Orari di apertura: dal lunedì al venerdì
Cosa offre: Il Museo è allestito nella Caserma Florestano Pepe e documenta le vicende del Risorgimento italiano, delle Guerre d’Africa e di Spagna, attraverso l’esposizione di uniformi, fotografie, cimeli, armi, documenti di vario genere. Una curiosità è la stampa del Generale borbonico Vito, governatore delle Calabrie, che nel 1815 presiedette all’esecuzione di Gioacchino Murat a Pizzo Calabro.

 

GALLERIA NAZIONALE DI COSENZA: (Palazzo Arnone, Via Gian Vincenzo Gravina – 87100 Cosenza. Tel.0984/795639 Fax 0984/71246 Mail:[email protected])
Orari di apertura: 10.00 /13.00 , 17.00/19.00 chiuso lunedì
Cosa offre: La Raccolta della Galleria Nazionale di Palazzo Arnone trova il suo nucleo originario in un piccolo gruppo di opere, già appartenenti al museo civico cosentino e passate nel 1940 all’allora Regia Soprintendenza ai Monumenti e alle Gallerie della Calabria. Si tratta, di una Pietà, datata 1572 e firmata da Marco Pino, di un’Adorazione dei Magi, datata e firmata 1710 dal giordanesco Stefano Liguoro, pendant di un’ Adorazione dei Pastori, dello stesso artista. Tale primo nucleo di opere venne via via incrementandosi, a partire dagli anni 80 del ‘900, grazie ad acquisti da collezioni private finalizzati a documentare l’attività di maestri calabresi attivi fuori dai confini regionali, e di artisti, tra i più rappresentativi della cultura figurativa meridionale, in particolare napoletana e romana.
Per il ‘500 si espongono alcuni dipinti del manierista Pietro Negroni, quali un’ Assunzione della Vergine ed una Sacra Famiglia, mentre per il ‘600 si presenta molto consistente il nucleo di opere di Mattia Preti. L’ attività del maestro è documentata fin dal VI decennio del ‘600 con il S. Sebastiano proveniente dalla collezione Ferrara – Dentice di Napoli, con l’ Ercole libera Prometeo e l’ Ercole libera Teseo, fino al più tardo S. Marco evangelista dei primi anni ’70, e al più recente acquisto del Cristo Crocifisso.
La cultura figurativa napoletana è rappresentata da maestri altamente rappresentativi, quali Luca Giordano di cui si espongono opere databili dal VII decennio del ‘600, quali il S. Sebastiano curato da sant’Irene, una Maddalena penitente, ascrivibile al decennio successivo, la grandiosa tela raffigurante Jazabel divorata dai cani, i dipinti d’historie quali la Morte di Cleopatra e Morte di Lucrezia, fino alla grande tela di Veduta con rovine classiche e figure, eseguita insieme al pittore di vedute Ascanio Lucani.
Del pugliese Corrado Giaquinto, si conservano una Gloria di S. Giovanni di Dio ed i bozzetti raffiguranti Minerva presenta la Spagna a Giove e Giunone.
Acquisizioni più recenti sono di Fabrizio Santafede con la Cattura di Cristo, di Pietro Novelli e Massimo Stanzione, rispettivamente, Giacobbe con il gregge e Lot e le figlie; dei calabresi Francesco Cozza e Gaele Covelli, rispettivamente, S. Francesco d’ Assisi confortato dagli angeli e La prova dell’ abito da sposa.
Il ‘900 è testimoniato dal cospicuo gruppo di 65 opere grafiche di Umberto Boccioni, cui si aggiunge l’ Autoritratto, olio su tela.
Attualmente la Pinacoteca espone, in virtù di un comodato con la Curia Arcivescovile di Cosenza – Bisignano, la preziosissima Croce reliquiaria, la Stauroteca prodotta nel Tiraz palermitano di Federico II che, secondo la tradizione, ne fece dono alla Cattedrale di Cosenza nel 1222.

 

MAON – MUSEO D’ARTE DELL’OTTO E NOVECENTO E CENTRO PER L’ARTE E LA CULTURA DI RENDE: (Via Raffaele De Bartolo 1, 87036 – Rende CS – Tel:0984444113 – 335 6638133 Mail:[email protected])
Orari di apertura: dal Martedi alla Domenica dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle ore 16:00 alle ore 19:00
Cosa offre: Il museo è ospitato all’interno dell’antico palazzo Vitali, collocato nel centro storico del paese nei pressi del vicino Palazzo Zagarese in cui è ospitato il Museo Civico di Rende.  Il Museo custodisce una collezione permanente di circa 20 opere di Achille Capizzano, dalla fine degli anni venti al dopoguerra.
Qui sono esposte anche le opere di quaranta artisti degli ultimi quarant’anni del Novecento con particolare riferimento all’area calabrese e meridionale. Il museo ha acquisito nel 2004 il modello del monumento The Children’s Bell Tower, che sorge a Bodega Bay in California, creato dallo scultore Bruce Hasson e dedicato al piccolo Nicolas Green ucciso in Calabria nel 1994.
Nel 2006 al museo è stata invece donata una cospicua raccolta di circa cento fra dipinti, sculture e opere grafiche, nonché di un migliaio di libri d’arte, regalati dal collezionista cosentino Luigi Ladaga. Tra gli artisti delle opere donate da Ladaga: Umberto Mastroianni, Mario Ceroli, Alighiero Boetti, Mario Schifano, Nicola Carrino, Lucio Del Pezzo, Antonio Corpora, Roberto Crippa, Nino Longobardi, Nicola De Maria, Enzo Esposito, Mario Persico, Ernesto Treccani, Carlo Levi, Antonio Paradiso.
Custodite anche, in gran numero, le opere grafiche di: Pablo Picasso, George Braque, Salvador Dalì, Max Ernst, Jean Cocteau, Sonia Delaouney, Giacomo Balla, Massimo Campigli, Lucio Fontana, Alberto Burri, Henry Moore, Antonio Tapies, Pierre Corneille, Graham Sutherland, Sebastian Matta, Fasusto Pirandello, Mario Tozzi, Emilio Greco, Giuseppe Capogrossi, Mimmo Rotella, Christo, Giulio Turcato, Jannis Kounellis, Mimmo Paladino, Hans Richter, Gianni Dova, Valerio Adami, Enrico Baj

 

MUSEO CIVICO DI SANTA MARIA DELLA CONSOLAZIONE DI ALTOMONTE: ( Piazza Tommaso Campanella 1, 87042, Altomonte, CS  Tel. 0981/948804 – 0981/948041  Mail:[email protected])
Orari di apertura: tutti i giorni dalle ore 9.00/13.30
pomeridiano dalle ore 15.00 /19.00.
Dal 1 aprile al 30 settembre:
tutti i giorni dalle ore 9.00 /13. 30 e
pomeridiano dalle ore 15.00 / 20.00.
Festivi:
10-13 e 16-19. Ingresso a pagamento: prezzo intero € 3,00 ridotto € 1,00
Cosa offre: Il museo nasce per documentare la storia di Altomonte, con particolare riferimento ai suoi feudatari mecenati ed all’ ordine religioso dei Domenicani. La sezione medioevale conserva la ricca collezione, incominciata nel 1300 dalla famiglia Sangineto, a testimonianza della storia delle famiglie che si contesero il feudo.
Tra le opere più celebri:
- San Ladislao, tempera su tavola dipinta nel 1326 da Simone Martini;
- due tavole di Bernardo Daddi, con quattro figure di santi (1328);
- due Lastre alabastrine della prima metà del XIV secolo importate dalla Francia, commissionate da Filippo Sangineto.
- il Polittico con storie della Passione,
- le sculture che dapprima avevano collocazione nelle nicchie della facciata principale della chiesa di Santa Maria della Consolazione.
Nella sezione domenicana è raccolto il ricco patrimonio pittorico, artistico e artigianale, proveniente dal convento e dalla chiesa:
- la Galleria domenicana composta da olii su tela raffiguranti santi e beati domenicani;
- la Madonna di Trapani, scultura del 1650 circa;
- sculture lignee del XVII secolo sculture in alabastro del XVIII;
-paramenti sacri, , reliquiari in legno intagliato e dorato ed Argenterie liturgiche;
-un mobile da farmacia datato 1500;
- i codici miniati, rinvenuti nella sacrestia della chiesa di Santa Maria della Consolazione e custoditi un tempo nella Biblioteca.
Pregiata anche la biblioteca che conserva testi di teologia, diritto canonico e storia della Chiesa, soprattutto del periodo della Controriforma

 

MUSEO STATALE DI MILETO: (Via Episcopio, Mileto VV.Tel. 0963/337015)
Orari di apertura: 09.00 / 13.00 tutti i giorni. Chiuso lunedì. Ingresso gratuito
Cosa offre: Vi si trovano reperti provenienti dalle aree sacre del territorio, in particolare dall’ex abbazia della SS. Trinità e dall’antica Cattedrale, ed altri pregevoli manufatti di età romana e bizantina, ed il sarcofago di Eremburga, moglie del gran Conte Ruggero. Accanto a materiali di più antica datazione, l’esposizione museale accoglie i pregevoli sarcofagi ascritti allo scultore noto come Maestro di Mileto e due scultura in marmo a tutto tondo. Il percorso espositivo comprende anche un consistente numero di manufatti argentei consistenti in suppellettili ad uso liturgico e sculture a mezzo busto e tutto tondo provenienti dalle più rinomate botteghe di maestri orafi napoletani e siciliani. Ne sono esempi il san Nicola di Bari, commissionato dal vescovo Filomarini e realizzato da Nicola De Blasio, ed il san Fortunato di Gennaro Pace.
Oltre ad un certo numero di dipinti di carattere devozionale, notevole è il Crocifisso in avorio di Alessandro Algardi.

 

PINACOTECA CIVICA DI REGGIO CALABRIA: (Teatro francesco Cilea, RC. Tel:Tel. 0965/324822. Mail:[email protected])
Orario di apertura: Da Lunedì a Giovedì: ore 09:30/12:30 – 16:30/19:30
Venerdì: ore9:00/13:00. Sabato e domenica: chiuso
Cosa offre: Espone quadri e tele di particolare rilevanza tra i quali spiccano le due tavolette dipinte da Antonello da Messina tra il 1460 e il 1465. La prima è  San Girolamo in penitenza, in cui è ritratto il santo durante l’eremitaggio che si percuote il petto con un sasso mentre sta inginocchiato davanti ad un crocifisso, accanto a lui vi è il leone che, toltagli la spina della zampa, è divenuto amico. Davanti, le vesti purpuree e il cappello ricordano la dignità di cardinale abbandonata dal Santo, che ha scelto di vivere la propria vita in penitenza.
La seconda tela dello stesso artista è: I tre angeli apparsi ad Abramo.  Nella parte destra il personaggio di Abramo non è più visibilie perché tale parte della tavola fu mutilata. Si vedono i tre angeli collocati in un tipico paesaggio italiano – descritto minuziosamente alla maniera dei fiamminghi – nel momento in cui annunciano ad Abramo la nascita del figlio. Opera di Mattia Preti è la grande tela del Ritorno del Figliol Prodigo del 1656.
Tra le opere provenienti da Palazzo San Giorgio vi sono 250 dipinti di artisti del periodo compreso tra la prima meta dell’800 e la prima metà del ’900, tra questi vi sono artisti calabresi, prevalentemente del territorio reggino, ma anche non calabresi. Molte delle opere sono di scuola napoletana (presso la quale si formarono gli artisti calabresi di questo periodo), indirizzata alla fine del XIX secolo verso il Verismo; alcune provengono dalla Biennale calabrese dell’arte, che permise a Guttuso, Omiccioli, Milesi e Brancaccio di stabilire un legame con la città; altre ancora provengono dall’Accademia di Belle Arti. Tra le sculture, oltre a numerosi busti marmorei, è da menzionare la copia del Laoconte del Bernini, ritrovata presso l’antico seminario arcivescovile della città. Si tratta di una statua in marmo di dimensioni ridotte rispetto alla più famosa scultura custodita nei musei Vaticani di Roma.

 

MUSEO CIVICO CROTONE E BIBLIOTECA COMUNALE ‘A. LUCIFERO’: ( C/o Castello di Carlo V – Castello Aragonese, Piazza Castello, 88900 Crotone, KR. Tel: 0962/921896-7 – Mail:[email protected] op:[email protected] )      
Orari di apertura: Museo Civico: Aperto ore 9 – 13 e 16 – 20 da martedì a sabato, 9-13 domenica. Chiuso lunedì.Ingresso gratuito
Biblioteca Comunale: da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle ore 19. Chiusura estiva seconda e terza settimana di agosto
Cosa offre: Il Museo Civico nasce per testimoniare la storia della città di Crotone con pezzi datati dal XV al XIX secolo. Il percorso museale è articolato in sei sezioni.
La sezione araldica raccoglie le insegne della famiglia Ruffo, feudataria di Crotone fino al 1531. Nella sezione armeria vi sono esposti cannoni e artiglieria da naviglio in bronzo recuperati nelle acque circostanti il crotonese e armi bianche del XVIII-XIX secolo.
Nella sezione ceramica vi sono invece custoditi i reperti recuperati durante la ristrutturazione del monastero di Santa Chiara e del Castello.
Vi sono, inoltre, due sezioni tematiche: in una sono esposte stampe e foto del periodo compreso tra la fine dell’800 ed il 1950 ed una sezione del costume medievale con 52 abiti di principi, dignitari, cortigiani, popolani, artigiani e religiosi.
Infine, vi è una sezione dedicata ai casali scomparsi di San Janni, sito tra Cutro e Papanice il cui nome deriva dalla presenza di un monastero intitolato a San Johannis Minago.
La Biblioteca Comunale invece custodisce oltre 18.000 volumi tra cui opere di cultura generale, testi e documenti sulla storia di Crotone, libri e manoscritti sulla storia della Calabria. All’interno della biblioteca possono anche essere consultate riviste di cultura, arte, scienze, politica, psicologia, religione, filosofia, teosofia, attualità, medicina, storia generale e locale e quotidiani locali consultabili. Un’importante sezione è quella con le 235 edizioni giuridiche e storico-politiche risalenti all’Ottocento.