La processione della Madonna di Capo Colonna

La Processione della Madonna di Capo Colonna

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La processione della Madonna di Capo Colonna

Ogni anno, la terza domenica di maggio, la processione della Madonna di Capo Colonna coinvolge migliaia di fedeli crotonesi e non solo.

Questo rito antico e suggestivo, arriva al suo culmine con la lunga processione del sabato notte, ma inizia l’ultimo giorno di aprile, quando l’icona della Madonna viene esposta nel duomo cittadino per il rito del “Bacio del Quadro”.

Da questo giorno fino alla data del pellegrinaggio vero e proprio la città si concentra a venerare questa sacra immagine.

Il quarto sabato di maggio avviene la processione notturna di 15 chilometri da Crotone fino alla chiesa di Capo Colonna, situata in quello che fu l’antico promontorio Lacinio che ospitò il tempio greco di Hera Lacinia.

Come a rievocare antichi riti di epoche passate, in cui i culti alle dee muovevano masse di devoti in processione, nella chiesetta di Capo Colonna si conduce la Madonna che accolta dall’abbraccio dei fedeli aspetta di far ritorno a Crotone trasportata, questa volta, in barca, quasi a voler benedire il mare portatore nei secoli di benessere ma anche di grandi catastrofi. Accolto nel porto di Crotone, il grande quadro viene deposto nuovamente nel duomo della città tra le preghiere ed i festeggiamenti di quella marea umana che ogni anno si stringe intorno ad un rito sentito e dalle origini antiche.

Il quadro raffigurante la Madonna di Capo Colonna è denso di storie e leggende che ne accrescono la grande e secolare devozione.

Secondo una delle tante ipotesi miste a leggende popolari, l’icona fu  portata a Crotone dallo stesso San Dionigi, patrono della città e primo Vescovo: secondo questa tradizione il dipinto sarebbe opera di San Luca evangelista. Il racconto è sicuramente leggendario e non supportato da dati storici in merito.

Dalle caratteristiche del quadro si sa, invece, che la sua origine risale all’XI secolo, e raffigura una Madonna nera con bambino di chiara derivazione Siriana-Bizantina. Questa tesi è accreditata non solo dallo stile pittorico, ma dall’edificazione, per mano dai monaci basiliani,  del primitivo luogo di culto che ospitò l’effigie e nel quale oggi si trova l’attuale chiesetta di Capo Colonna.

Numerosi sono poi i fatti miracolosi attribuiti al quadro, come la sua resistenza all’incendio operato dai turchi nel 1519. Durante una delle tante incursione, le flotte turche saccheggiarono la zona di Capo Colonna dando fuoco al quadro che però non subì alcun danno. I turchi tentarono allora di trafugarlo ma prodigiosamente la nave che lo trasportava rimase incastrata in mare come fermata da una forza misteriosa. Per essere liberi di salpare, i turchi gettarono il quadro in mare. Esso fu recuperato casualmente da un pescatore del posto che solo in punto di morte confessò di averlo nascosto in casa e lo riconsegnò al santuario. Nel 1638, il quadro della Madonna fece scappare i turchi da una nuova incursione poiché, vedendolo esposto in tutto il suo splendore sulle mura della città, ritirarono le truppe temendo una maledizione.

Infinite leggende raccontano di come il quadro salvò Crotone dai tanti terremoti che devastarono la Calabria e di come si rivelò miracoloso per tanti fedeli che annualmente, spinti dalla speranza e dalla devozione, affrontano la lunga processione notturna.

La processione notturna per la celebrazione della madonna di Capo Colonna è un rito che racchiude un sostrato di tradizioni secolari e di culti che se pur il tempo ha trasformato, sono l’anima di questa terra di storie antiche così vive anche nei gesti quotidiani più semplici.

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Approfondimenti:

http://calabriaterradistorie.altervista.org/capo-colonna/

http://calabriaterradistorie.altervista.org/la-torre-di-capo-nao/