La commemorazione dei defunti

La commemorazione dei defunti in Calabria

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La commemorazione dei defunti è un momento particolare per la Calabria che ritrova usanze secolari tramandate nel tempo, dall’importanza fondamentale per il rafforzamento del senso di appartenenza ad una comunità dalle radici profonde. Secondo la credenza popolare nella notte tra l’ 1 e il 2 novembre le anime dei defunti tornano sulla terra, affrontando con fatica il viaggio che li separa dal mondo dei vivi, per questo è tradizione, durante questa notte, imbandire tavole per dare ristoro ai defunti, propiziando la loro benevolenza e protezione per il futuro. Essi ritrovano la strada di casa grazie ai lumini lasciati accesi sui davanzali della finestre. Nelle comunità italo-albanesi presenti in Calabria, un tempo ci si recava in corteo verso i cimiteri: dopo benedizioni e preghiere per entrare in contatto con i defunti, si consumavano ricchi banchetti direttamente sulle tombe.

Questa festa, dalle origini antiche e legate al mondo contadino, segnava in qualche modo il passaggio delle stagioni, era il momento in cui la terra che aveva dato i suo frutti si riposava e affrontava l’inverno. Questo passaggio dalla floridezza primaverile ed estiva al buio sterile dell’inverno, veniva interpretato come il momento in cui il mondo dei vivi e quello ultraterreno si confondevano e comunicavano, quindi era importante non solo esorcizzare la paura ma propiziare il nuovo anno e il buon raccolto. Era ed è ancora il giorno in cui il ricordo dei propri cari si trasforma in atti pratici, divenendo un momento di condivisione anche conviviale e di contatto con la morte da sempre vista con mistero e timore.
I bambini durante questa ricorrenza sono i protagonisti di attenzioni speciali, ad essi sono destinati dolci e doni portati, secondo un racconto che gli adulti tramandano da secoli, dai cari defunti  durante la notte tra l’1 e il 2 novembre.
Con queste tradizioni non solo si ritrova il senso di appartenenza alla comunità, ma si mantengono tra le generazioni i legami con il passato e con chi un tempo ci sorrideva e ora ci accarezza teneramente nei ricordi.
Nella gastronomia tradizionale i piatti del 2 Novembre sono a base di legumi ma i dolci sono i protagonisti della ricorrenza proprio perché fanno parte dei doni che i defunti portano ai bambini. In Calabria e in molte altre zone del meridione si preparano le “Dita di Apostolo“, dolci di pasta di mandorle farciti, nel nostro caso, con marmellata di cedro e dalla forma di dito.
Nella provincia di Reggio Calabria si usa preparare anche lo Stomatico “U Stomachico”, un biscotto fatto con gli ingredienti poveri della tavola contadina come: il miele, le uova, la farina e qualche mandorla.
Oltre ai riti religiosi, molte sono le fiere del giorno dei morti. Una delle più antiche, risalente a 500 anni fa, si tiene ad Amantea, in provincia di Cosenza. Questa fiera diviene l’occasione per assistere ad interessanti rievocazioni storiche, gustare prodotti tipici e conoscere il centro storico.

 

Cestini per ristorare i defunti durante il viaggio notturno

I cestini lasciati sul tavolo per ristorare i defunti durante il viaggio notturno

Lo stomatico

Lo stomatico

Le dita degli apostoli

Le dita degli apostoli