Crocette calabresi

Crocette calabresi

Crocette calabresi

Crocette calabresi

Le crocette calabresi “i crucetti” sono dolcissimi fichi secchi farciti con noci e aromatizzati con bucce di arancia e cannella. Il nome deriva dalla forma finale a croce che si ricava intrecciando quattro fichi farciti, addolciscono le tavole calabresi durante il periodio natalizio.
L’abitudine a consumare i fichi secchi è remotissima, ne abbiamo testimonianza dai reperti rinvenuti in Egitto,  nella piramide di Giza, eretta nel periodo compreso tra il 4.000 e il 1.500 a.C., in cui è rappresentata la raccolta dei fichi.
Sempre gli antichi egizi lasciarono nei  sarcofagi le descrizioni delle tecniche di  essiccamento al sole e   dei metodi da seguire nella costruzione di appositi edifici per conservarli a lungo.
In Grecia, dove il fico era chiamato “sykon”, la produzione era talmente attiva che fu necessario costituire un’apposita classe dirigente per controllarne il commercio, denominata siconfanti. Per i romani la pianta di fico era sacra. In alcune delle sue opere Ovidio racconta che era tradizione offrire ad amici e parenti frutti di fico e vasi di miele all’inizio dell’inverno come augurio di prosperità. Le origini remote della pianta sono dimostrate anche dalla presenza dei frutti o semplicemente delle sole foglie in numerose rappresentazioni artistiche e testi antichi. La pianta di fico giunse in Calabria in epoca incerta, probabilmente al tempo della civiltà greco-romana per opera dei viaggiatori che impiegavano i suoi frutti come merce di baratto. Da allora in poi la coltivazione si è insediata velocemente, in particolare nella provincia di Cosenza, grazie ad una situazione pedoclimatica ideale.

Si è così consolidata, in questo territorio, nel corso dei secoli una produzione di fichi rinomata, che per tanto tempo è stata considerata una tra le principali fonti di sostentamento alimentare e di commercio.
La pianta del fico è abbastanza diffusa in tutte le regioni dell’Italia meridionale e del Mediterraneo, l’essicazione dei fichi è comune in tutti i territori di questa vasta area geografica e nel Medio Oriente. Fino a poco tempo fa, in Calabria, il consumo di fichi secchi nel periodo invernale serviva da apporto energetico per un alimentazione povera di grassi.
L’essicazione dei fichi, avviene durante l’estate con gli stesse procedure di secoli fa, quando i frutti maturi dopo essere raccolti sono messi ad asciugare al sole su graticci di canne, fino a divenire di colore bianco. La sera sono coperti con dei panni per evitare che durante la notte con la rugiada si inumidiscano macchiandosi e scurendosi. Quando l’essicazione al sole è completata, vengono confezionati a treccia su lunghi stecchini e conservati per essere farciti durante il periodo natalizio quando vengono preparate le crocette calabresi. Anche Giovanni Pascoli apprezzava queste dolci delizie che ebbe modo di gustare durante le sue visite da commissario scolastico a Catanzaro. Vi è una lettera scritta dal poeta, datata 24 novembre 1900, in cui chiedeva la cortesia al professore Patari, illustre uomo di cultura catanzarese, di spedire i fichi secchi di Guardavalle che lui, le sue nipotine e sorelle avevano avuto modo di apprezzare.
Le crocette calabresi sono tra i prodotti alimentari più riconoscibili della regione, si usa regalare dei piccoli cestini in cui sono conservate in foglie di alloro che ne garantiscono la conservazione e un profumo unico.
E’ possibile farcire i fichi secchi anche a casa, poiché gli ingredienti utilizzati sono di facile reperibilità e la procedura è semplice se pur immutata da secoli.
Qui riportiamo la procedura per la preparazione delle crocette calabresi, augurando buone feste di Natale con questi deliziosi e profumati doni di una terra generosa e ospitale.
Ingredienti per le crocette calabresi:

  • Fichi Secchi bianchi: 20
  • Noci: 20 gherigli
  • Buccia di Arancia
  • Un cucchiaino di zucchero
  • Cannella: q.b.

Preparazione delle crocette calabresi:

Preparazione delle crocette calabresi

Preparazione delle crocette calabresi

Per ogni crocetta sono necessari quattro fichi secchi più o meno della stessa dimensione. Prendete i primi due e apriteli, lascandoli uniti dal picciolo e disponeteli a croce. Imbottiteli con i gherigli di noce e la scorza di arancia da entrambe le parti. Richiudete la crocetta sovrapponendo ai primi due gli altri due fichi secchi aperti a loro volta, ottenendo una specie di fiore con quattro petali. Pressate leggermente ogni crocetta nel palmo della mano, avendo cura di far combaciare bene i bordi.
Mettete le crocette già pronte su una teglia ricoperta di carta forno e infornate per  circa 15 minuti o finché non diventeranno di un bel colore lucido e dorato. Estraete la teglia da forno, cospargetele di zucchero e cannella e fatele raffreddare.
Le stesse crocette, dopo questo procedimento, possono anche essere ricoperte di cioccolato fondente fuso.