Archivio della categoria: musei calabresi

Musei calabresi antropologici ed etnografici

MUSEO DELL’ARTIGIANATO TESSILE, DELLA SETA, DEL COSTUME E DELLA MODA CALABRESE DI REGGIO CALABRIA: (via Re Ruggiero, 9 – 89100 Reggio Calabria – Telefono 0965 33 61 55)
Orari di apertura: Dal Lunedì al Venerdi. Ingresso 2 euro.
Cosa offre: I reperti custoditi nel museo testimoniano la tradizione tessile e della seta dal processo di lavorazione iniziale fino al prodotto finito. Lo scopo è la valorizzazione e promozione di un patrimonio culturale, quello della seta e della tradizione tessile calabrese in generale, che vanta una storia lunga circa 1000 anni e che ha condizionato in modo forte lo sviluppo dell’economia locale. Esposti nel museo vi sono tessuti, abiti ed accessori raccolti da metà ‘800 fino ai giorni nostri. Inoltre trovano spazio anche gli strumenti di lavorazione degli stessi tessuti.

 

MUSEO DELLE CARROZZE CATANZARO: (Località Siano, Contrada Musofalo, CZ. Tel: 0961/469546).
Orari di apertura: dal lunedì al venerdì.
Cosa offre: Di proprietà privata del barone De Paola, è situato all’interno di una sua azienda agricola. Il museo consta di 25 carrozze d’epoca, che raccontano l’evoluzione di questo affascinante mezzo di trasporto. Tra i pezzi più importanti si segnalano una cabriolet a capote mobile, un carro da parata del ’600 e la carrozza utilizzata nel film Via col Vento. Nell’azienda agricola sono anche visibili attrezzi per la lavorazione della terra e un pianoforte in radica d’ulivo della fine dell’800

 

MUSEO DELLO STRUMENTO MUSICALE DI REGGIO CALABRIA: (Reggio Calabria – Viale D. Genoese Zerbi (pineta) – 89123 – Reggio Calabria. Tel / Fax 0965 893233  Mail:[email protected] )
Orario di apertura: lunedì- venerdì 10:00- 12.00
Biglietto € 2,50
Cosa offre:  Nel museo sono esposti circa 800 strumenti suddivisi nelle 5 famiglie strumentali di idiofoni, membranofoni, aerofoni, cordofoni e meccanico-elettrici.
Il museo nasce allo scopo di conservare e valorizzare gli strumenti ed allo stesso tempo studiarli. Tali strumenti musicali provengono da tutto il mondo. Sono catalogati anche in base alla tradizione musicale di appartenenza: musica etnica, tradizione popolare, tradizione occidentale “colta”.

 

MUSEO DI BIOLOGIA MARINA E PALEONTOLOGIA DI REGGIO CALABRIA:  (Via Stradella Giuffrè 1° n° 32, 89122 Reggio Calabria, tel/fax 096545117 – 368.3165761 Mail:[email protected]) Orari di apertura: Tutti i giorni su prenotazione. Ingresso a pagamento. Biglietto costo unico 2,50 euro.
Cosa offre: Le collezioni scientifiche di Biologia marina e di Paleontologia o fossili custodite nel museo documentano la storia della vita animale e vegetale del passato e di oggi.

 

MUSEO CALABRESE DI ETNOGRAFIA E FOLKLORE “R. CORSO”  :  ( Palmi – Via Felice Battaglia, Casa della Cultura “Leonida Rèpaci”,89015 Palmi (RC), Italia. Tel: 0966 262250 – Fax 0944 411080 Mail:[email protected])
Orari di apertura: Dal Lunedì al Venerdì 08.00-14.00. Euro: 1.50
Cosa offre: Il Museo Calabrese di Etnografia e Folklore “R. Corso”, ubicato al pian terreno della Casa della Cultura “Leonida Rèpaci” in Palmi (RC), è considerato come uno dei principali musei etno-antropologici del meridione d’Italia.
Il percorso espositivo della sezione Folklorica del Museo conduce il visitatore in un itinerario tipologico-tematico per un’esperienza museale incentrata principalmente sugli oggetti della tradizione popolare Calabrese. Il percorso museale si articola in diverse sezioni, dedicate al ciclo della vita, dell’anno, dell’arte popolare e dei pastori, della vita agricola e marina, della superstizione, della magia e della religiosità popolare. Si distinguono maschere apotropaiche, costumi tradizionali, attrezzi agricoli, una dettagliata collezione di Conocchie, una collezione di stampi per dolci, figure di pastori, presepi, ex voto in cera, immagini sacre, “cardi” e “corone di spine” usate dai “Vattienti” di Nocera Terinese (CZ) durante il rito del Sabato Santo, un grande telaio e una coppia di giganti: Mata e Grifone. Il percorso espositivo è inoltre supportato da pannelli didattici e apporto fotografico

 

MUSEO DEMOLOGICO DELL’ECONOMIA, DEL LAVORO E DELLA STORIA SOCIALE SILANA: (Giovanni in Fiore – c/o Abbazia Florense 87055 San Giovanni in Fiore (CS), Italia – Telefono 0984-970059 – Fax 0984-970059 [email protected] ; [email protected])
Orari di apertura:  Invernale (dal 16 settembre al 14 giugno) da lunedi a sabato: dalle ore 8.30 alle 18.30. Domenica solo visite guidate tramite appuntamento.
Estivo (dal 15 settembre al 15 giugno) da lunedi a sabato: dalle ore 8.30 alle 18.30. Domenica mattina: dalle ore 9.30 alle ore 12.30; pomeriggio: dalle ore 15.30 alle ore 18.30. Ingresso euro 1,50, ridotto euro 1,00 (per scolaresche e ragazzi tra i 6 ed i 14 anni). Ingresso gratuito fino 6 anni.
Cosa offre: Il “Museo demologico dell’economia, del lavoro e della storia sociale silana” è ubicato al pian terreno e al primo piano dell’ala est dell’Abazia Florense di San Giovanni in Fiore (CS). Il percorso espositivo conduce il visitatore in un itinerario tipologico-tematico per un’esperienza museale incentrata principalmente sugli oggetti della tradizione popolare dell’area silana. Il percorso museale si articola in diverse sezioni: attrezzi di lavoro, con i cicli produttivi del frumento, dell’allevamento e della pastorizia, della lana, della vite, del lino e della ginestra; economie, tecniche e produzioni tradizionali con l’esposizione degli attrezzi di lavoro inerenti i mestieri artigianali come oreficeria, calzoleria e falegnameria; cultura paesaggistica e architettonica; cultura cerimoniale, magica e religiosa; cultura orale e musicale; cultura figurativa e iconografica. E’ presente una sala con l’esposizione dell’arredo domestico tradizionale, in particolare tutto ciò che era in uso in cucina e nelle stanze da letto. Gli archivi sono: quello del fondo fotografico Saverio Marra, quello degli audiovisivi e quello dei documenti. Il percorso espositivo è inoltre supportato da pannelli didattici e didascalici in lingua italiana e dialetto locale, con apporto fotografico.

 

 

 

Musei calabresi d’arte moderna e contemporanea

MUSEO D’ ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA DI CATANZARO – MARCA: (Via Alessandro Turco 63, Catanzaro Tel + 39 0961 741257 mail: [email protected])
Orari di apertura: Orario invernale (21 Ottobre – 20 Aprile):
9.30 / 13.00 – 15.30 / 20.00
- Orario estivo (21 Aprile – 20 Ottobre):
9.30 / 13.00 – 16.00 / 20.30. Chiuso lunedì. Costo biglietto: intero 3 euro, ridotto 2 euro.
Cosa offre: Il MARCA, Museo delle Arti Catanzaro, nato nel marzo 2008, è un polo museale multifunzionale nel quale possono convivere situazioni artistiche differenti, dall’arte antica al linguaggio contemporaneo. Nelle nuove sale restaurate, al piano terra del museo, sono collocate in permanenza le raccolte di arte pittorica e plastica entrate a far parte del patrimonio della Provincia di Catanzaro a partire da un nucleo collezionistico già costituito tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, con opere di Antonello de Saliba, Battistello Caracciolo, Mattia Preti, Andrea Cefaly e Francesco Jerace.

 

MACK – MUSEO ARTE CONTEMPORANEA KROTONE: (Piazza Castello, n. 20 – Palazzo Barracco, 88900 Crotone. Tel/Fax 0962.905714 MAil:[email protected])
Orari di apertura:Dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.00
Sabato e domenica dalle 10.30 alle 12.30
Cosa offre: Il museo nasce per documentare, con opere contemporanee, le tendenze dell’arte italiana dal dopoguerra ai nostri giorni. Alle opere custodite nella prima sede del museo (Carla Accardi con Violablu n.2 del 1961, Nicola Carrino con Costruttivo Kroton 98, Mimmo Rotella con il decollage Pazzo per le donne, Giuseppe Uncini, Hidetoshi Nagasawa, Vettor Pisani, Bruno Ceccobelli, Nino Longobardi, Claudio Verna, Ferdinando Fedele, Serafino Maiorano, Alfredo Pirri, Giuseppe Pulvirenti e Ascanio Renda), sono state aggiunte recentemente 42 tele dell’artista crotonese Arnaldo Mori. Altri artisti contemporanei esposti sono: Stefania Galegati, Mario Airò, Francesco Arena, Vanessa Beecroft, Alighiero Boetti, Maurizio Cannavacciuolo, Sandro Chia, Enzo Cucchi, Ra di Martino, Bruna Esposito, Franco Giordano, Jannis Kounellis, Nino Longobardi, Eva Marisaldi, Mario Merz, Liliana Moro, Luigi Ontani, Giulio Paolini, Federico Pietrella, Veltro Pisani, Annie Ratti, Mimmo Rotella, Antonio Rovaldi, Marinella Senatore, Grazia Toderi, Giuseppe Uncini, Nico Vascellari, Claudio Verna, ZimmerFrei

 

MUSEO DEL PRESENTE DI RENDE: (Via Nicolaj Lenin, Roges di Rende (zona Metropolis), Cosenza. Tel: 0984462493 Mail:[email protected]
Orari di apertura:  Orari: 9:30 – 12:30 /17:00 – 20:00
Chiuso domenica mattina e lunedì. Si consiglia di telefonare poiché gli orari possono variare. Cosa offre: Il museo, oltre all’esposizione di opere d’arte moderna e contemporanea, nasce come punto d’eccellenza per l’allestimento di mostre fotografiche, cineforum, spettacoli, convegni e presentazioni di libri.

 

PINACOTECA ARTE CONTEMPORANEA & AM INTERNATIONAL (ASSOCIAZIONE CULTURALE) DI BIVONGI: (via XXIV Maggio, 89040 Bivongi (RC) – Tel.:  0964 734705 – fax: +39.0964.734705 Mail:[email protected] ; [email protected])
Orari di apertura: dal martedì alla domenica, dalle ore 10 alle 18.
Cosa offre: La Pinacoteca ospita opere provenienti da donazioni o acquisite. La collezione permanente ( opere di pittura, scultura, grafica e fotografia) è suddivisa in varie sezioni che rappresentano la provenienza geografica delle opere.
Le sezioni sono:
Biblioteca, Collezioni, Giovani autori, Esposizione Sensi contemporanei in Calabria, Arte dell’Australia, il Grande Disco, Arte dell’Argentina, Arte dall’Italia e dall’Europa, Utopia.

 

MUSABA-SANTA BARBARA ART FOUNDATION: (Mammola – Viale Parco Museo Santa Barbara – tel .0964/414220; 3332433496. Mail: info@.usaba.org)
Orari di apertura: lunedi-sabato ore 8-12/13-17 (ottobre-marzo)
ore 8-12/15-19 (settembre-aprile)
Chiusura settimanale Domenica pom. Ingresso 5 euro, gratuito per i bambini sotto i sei anni. Cosa offre: ll Museo di Santa Barbara è stato fondato da Nik Spatari e Hiske Maas nel 1986, sorge nell’antico complesso monastico di Santa Barbara parzialmente restaurato e oggi Museo-Laboratorio e comprende un grande spazio aperto con giardini, uliveti e frutteti. La fondazione possiede un patrimonio considerevole costituito da: un’opera murale-tridimensionale “Sogno di Giacobbe” di Nik Spatari di 260 mq (abside e volta della Chiesa); opere d’arte monumentali realizzate da artisti internazionali ; una collezione di opere di arti visive moderne e contemporanee ed una raccolta di opere di Nik Spatari a testimonianza della sua evoluzione artistica 1943-2010

 

 

Musei calabresi storico artistici

MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO CASTROVILLARI E PINACOTECA COMUNALE ANDREA ALFANO: (Protoconvento Francescano Via San Francesco d’Assisi, 1 87012 Castrovillari, CS Tel: 348 9838730. Mail:[email protected])                
Orari di apertura: Pinacoteca: Aperta ore 9-13 e 15-20 tutti i giorni. Ingresso gratuito
Cosa offre: ll Museo Civico raccoglie testimonianze e reperti archeologici che racchiudono il patrimonio storico di Castrovillari e dintorni, dalle epoche preistoriche fino all’alto medioevo.
- Dalla contrada Celimarro, dove è stato scoperto un sito risalente al Paleolitico, giungono reperti litici ed ossei;
- Dalle grotte Sant’Angelo di Cassano Jonio sono stati rinvenuti reperti risalenti all’età del Bronzo;
- Dalla necropoli protostorica di Bellu Luco, località posta lungo il corso del fiume Cosciale, proviene la sequenza in ordine cronologico dei reperti provenienti dal Colle della Madonna del Castello che testimoniano la presenza continua di abitanti nel suddetto colle dall’epoca preistorica fino ai giorni nostri (con frammenti dell’età del bronzo e del ferro, di epoca greca, un luogo di culto, frammenti di epoca romana e di ceramiche altomedievali).
- Dai quartieri del vescovado e dal protoconvento, provengono una serie di frammenti di ceramica a rilievo e a figure rosse di fattura italiota.
- Nella contrada di Ferrocinto venne scoperta una necropoli da cui proviene lo scheletro di un antico guerriero del III sec. a.C.;
La presenza romana nel territorio di Castrovillari è testimoniata da ville rustiche e frammenti ceramici (sigillati), recipinti in vetro, attrezzi agricoli in ferro e frammenti di grossi vasi;
- Dalla necropoli di Celimarro furono rinvenute una fibula in bronzo raffigurante un cavallino decorato a piccoli cerchietti e una crocetta in piombo decorata a pallini.
- Dai siti di Francavilla Marittima e Torre del Mordillo di Spezzano Albanese provengono ricche colleizoni di reperti e alcune testimonianze del periodo Greco.
- Infine, all’ interno del museo è conservata una collezione di reperti archeologici del Marchese Gallo.
La Pinacoteca raccoglie più di 300 opere tra dipinti, disegni e sculture, dalle prime prove di fine ‘800 agli ultimi dipinti di metà ‘ 900, del pittore nato a Castrovillari, Andrea Alfano. Alla città natale Alfano lasciò, con atto testamentario, i quadri che teneva esposti nel suo studio. Provengono dalle donazioni della vedova di Alfano le altre 134 opere, mentre altre sono state acquistate dal Comune.

 

MUSEO CIVICO TAVERNA:  (Palazzo San Domenico, Taverna CZ. Tel: 0961/924824. Mail:[email protected])
Orari di apertura: Aperto tutti i giorni, dal lunedì alla domenica dalle ore 9:30 / 12:30 – 16,00/19,00.
Ingresso 1 euro ridotto, 3 euro prezzo intero
Cosa offre: Il percorso espositivo risulta articolato in due settori (A e B). Il primo ospita nella seconda e terza sala dipinti di due grandi protagonisti dell’ arte del ‘600: Gregorio Preti e Mattia Preti; in particolare del primo, un san Giacinto e un San Vincenzo Ferrer, del secondo la Madonna degli Angeli con i ss. Michele Arcangelo e Francesco d’Assisi, un S. Girolamo, un bozzetto raffigurante i ss. Pietro e Paolo che il maestro dipinse per gli affreschi della cupola di S.Biagio a Modena.
Nelle sale successive, oltre ad opere scultoree, si trovano i dipinti di artisti del sei-settecento napoletano e di artisti calabresi; tra questi Giovan Battista Spinelli, Antonio e Giovanni Sarnelli, Mario Minniti, Antonio De Bellis.
Seguono sale dedicate all’ arte serica e alle più recenti acquisizioni del Museo, tra cui uno studio preparatorio del Preti per l’Apoteosi di S. Pietro Celestino.
Nel secondo settore, dedicato ad esposizioni permanenti e mostre temporanee, opere di Carmelo Savelli, raccolte dedicate a Ercole Drei, Francesco Guerrieri, Lia Drei, oltre a sezioni dedicate ai lavori di Mimmo Rotella, Mirella Bentivoglio, Concetto Pozzati, fino ai calabresi Giuseppe Gallo e Francesco Correggia.
Nella chiesa conventuale di San Domenico, vero scrigno dell’ arte di Preti, sono collocate sugli altari lungo le navate, alcuni dei dipinti più celebri della sua lunga e celebrata attività, quali il San Francesco di Paola, il Martirio di San Sebastiano, la Madonna della Purità, eseguita in collaborazione con il fratello, il Cristo fulminante, Il Redentore infante, il San Giovanni Battista con l’Autoritratto dell’artista in abito di cavaliere di Malta, la Madonna del Carmelo e Santi.
Nella chiesa si trova anche la Pietà (1603) dello spagnolo Giovan Battista Ortega. Completano il ricco apparato decorativo gli affreschi con le Storie della vita di San Domenico del calabrese Domenico La Rosa ed il cassettonato dipinto di Cristoforo Santanna.

 

COMPLESSO MONUMENTALE DI S.GIOVANNI CATANZARO: (Piazza Garibaldi,21 – 88100 Catanzaro. Tel. 0961/794388 Mail:[email protected])
Orari di apertura:  9.00/13.00 – 16.00/19.00
Cosa offre: Il Complesso monumentale di San Giovanni sorge sull’area del castello normanno svevo la cui fondazione viene attribuita a Roberto il Guiscardo (1070). Parzialmente distrutto nel corso del XV sec., i suoi materiali furono utilizzati per l’edificazione della chiesa di san Giovanni (1532); nel 1663 nell’area del distrutto castello sorse il convento dei Carmelitani e, successivamente, nel corso del XIX secolo, l’ Ospedale, la Caserma del Genio Militare e le Carceri della Regia Udienza, quest’ ultime distrutte nel 1970 dal crollo delle mura del castello su via Carlo V.
Il 18 dicembre 1998 con una mostra dedicata ad Andrea Cefaly, il san Giovanni si è avviato verso un nuovo ciclo di vita e di storia. Nel 1999 la mostra dedicata a Mattia Preti consacrò il Complesso monumentale quale prestigiosa sede espositiva, ruolo che tutt’oggi detiene grazie alla suggestività del luogo e all’ampiezza dei restaurati spazi espositivi.

 

MUSEO del RISORGIMENTO: (Via Pascali, 40 88100 Catanzaro. Tel: 0961-743691)
Orari di apertura: dal lunedì al venerdì
Cosa offre: Il Museo è allestito nella Caserma Florestano Pepe e documenta le vicende del Risorgimento italiano, delle Guerre d’Africa e di Spagna, attraverso l’esposizione di uniformi, fotografie, cimeli, armi, documenti di vario genere. Una curiosità è la stampa del Generale borbonico Vito, governatore delle Calabrie, che nel 1815 presiedette all’esecuzione di Gioacchino Murat a Pizzo Calabro.

 

GALLERIA NAZIONALE DI COSENZA: (Palazzo Arnone, Via Gian Vincenzo Gravina – 87100 Cosenza. Tel.0984/795639 Fax 0984/71246 Mail:[email protected])
Orari di apertura: 10.00 /13.00 , 17.00/19.00 chiuso lunedì
Cosa offre: La Raccolta della Galleria Nazionale di Palazzo Arnone trova il suo nucleo originario in un piccolo gruppo di opere, già appartenenti al museo civico cosentino e passate nel 1940 all’allora Regia Soprintendenza ai Monumenti e alle Gallerie della Calabria. Si tratta, di una Pietà, datata 1572 e firmata da Marco Pino, di un’Adorazione dei Magi, datata e firmata 1710 dal giordanesco Stefano Liguoro, pendant di un’ Adorazione dei Pastori, dello stesso artista. Tale primo nucleo di opere venne via via incrementandosi, a partire dagli anni 80 del ‘900, grazie ad acquisti da collezioni private finalizzati a documentare l’attività di maestri calabresi attivi fuori dai confini regionali, e di artisti, tra i più rappresentativi della cultura figurativa meridionale, in particolare napoletana e romana.
Per il ‘500 si espongono alcuni dipinti del manierista Pietro Negroni, quali un’ Assunzione della Vergine ed una Sacra Famiglia, mentre per il ‘600 si presenta molto consistente il nucleo di opere di Mattia Preti. L’ attività del maestro è documentata fin dal VI decennio del ‘600 con il S. Sebastiano proveniente dalla collezione Ferrara – Dentice di Napoli, con l’ Ercole libera Prometeo e l’ Ercole libera Teseo, fino al più tardo S. Marco evangelista dei primi anni ’70, e al più recente acquisto del Cristo Crocifisso.
La cultura figurativa napoletana è rappresentata da maestri altamente rappresentativi, quali Luca Giordano di cui si espongono opere databili dal VII decennio del ‘600, quali il S. Sebastiano curato da sant’Irene, una Maddalena penitente, ascrivibile al decennio successivo, la grandiosa tela raffigurante Jazabel divorata dai cani, i dipinti d’historie quali la Morte di Cleopatra e Morte di Lucrezia, fino alla grande tela di Veduta con rovine classiche e figure, eseguita insieme al pittore di vedute Ascanio Lucani.
Del pugliese Corrado Giaquinto, si conservano una Gloria di S. Giovanni di Dio ed i bozzetti raffiguranti Minerva presenta la Spagna a Giove e Giunone.
Acquisizioni più recenti sono di Fabrizio Santafede con la Cattura di Cristo, di Pietro Novelli e Massimo Stanzione, rispettivamente, Giacobbe con il gregge e Lot e le figlie; dei calabresi Francesco Cozza e Gaele Covelli, rispettivamente, S. Francesco d’ Assisi confortato dagli angeli e La prova dell’ abito da sposa.
Il ‘900 è testimoniato dal cospicuo gruppo di 65 opere grafiche di Umberto Boccioni, cui si aggiunge l’ Autoritratto, olio su tela.
Attualmente la Pinacoteca espone, in virtù di un comodato con la Curia Arcivescovile di Cosenza – Bisignano, la preziosissima Croce reliquiaria, la Stauroteca prodotta nel Tiraz palermitano di Federico II che, secondo la tradizione, ne fece dono alla Cattedrale di Cosenza nel 1222.

 

MAON – MUSEO D’ARTE DELL’OTTO E NOVECENTO E CENTRO PER L’ARTE E LA CULTURA DI RENDE: (Via Raffaele De Bartolo 1, 87036 – Rende CS – Tel:0984444113 – 335 6638133 Mail:[email protected])
Orari di apertura: dal Martedi alla Domenica dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle ore 16:00 alle ore 19:00
Cosa offre: Il museo è ospitato all’interno dell’antico palazzo Vitali, collocato nel centro storico del paese nei pressi del vicino Palazzo Zagarese in cui è ospitato il Museo Civico di Rende.  Il Museo custodisce una collezione permanente di circa 20 opere di Achille Capizzano, dalla fine degli anni venti al dopoguerra.
Qui sono esposte anche le opere di quaranta artisti degli ultimi quarant’anni del Novecento con particolare riferimento all’area calabrese e meridionale. Il museo ha acquisito nel 2004 il modello del monumento The Children’s Bell Tower, che sorge a Bodega Bay in California, creato dallo scultore Bruce Hasson e dedicato al piccolo Nicolas Green ucciso in Calabria nel 1994.
Nel 2006 al museo è stata invece donata una cospicua raccolta di circa cento fra dipinti, sculture e opere grafiche, nonché di un migliaio di libri d’arte, regalati dal collezionista cosentino Luigi Ladaga. Tra gli artisti delle opere donate da Ladaga: Umberto Mastroianni, Mario Ceroli, Alighiero Boetti, Mario Schifano, Nicola Carrino, Lucio Del Pezzo, Antonio Corpora, Roberto Crippa, Nino Longobardi, Nicola De Maria, Enzo Esposito, Mario Persico, Ernesto Treccani, Carlo Levi, Antonio Paradiso.
Custodite anche, in gran numero, le opere grafiche di: Pablo Picasso, George Braque, Salvador Dalì, Max Ernst, Jean Cocteau, Sonia Delaouney, Giacomo Balla, Massimo Campigli, Lucio Fontana, Alberto Burri, Henry Moore, Antonio Tapies, Pierre Corneille, Graham Sutherland, Sebastian Matta, Fasusto Pirandello, Mario Tozzi, Emilio Greco, Giuseppe Capogrossi, Mimmo Rotella, Christo, Giulio Turcato, Jannis Kounellis, Mimmo Paladino, Hans Richter, Gianni Dova, Valerio Adami, Enrico Baj

 

MUSEO CIVICO DI SANTA MARIA DELLA CONSOLAZIONE DI ALTOMONTE: ( Piazza Tommaso Campanella 1, 87042, Altomonte, CS  Tel. 0981/948804 – 0981/948041  Mail:[email protected])
Orari di apertura: tutti i giorni dalle ore 9.00/13.30
pomeridiano dalle ore 15.00 /19.00.
Dal 1 aprile al 30 settembre:
tutti i giorni dalle ore 9.00 /13. 30 e
pomeridiano dalle ore 15.00 / 20.00.
Festivi:
10-13 e 16-19. Ingresso a pagamento: prezzo intero € 3,00 ridotto € 1,00
Cosa offre: Il museo nasce per documentare la storia di Altomonte, con particolare riferimento ai suoi feudatari mecenati ed all’ ordine religioso dei Domenicani. La sezione medioevale conserva la ricca collezione, incominciata nel 1300 dalla famiglia Sangineto, a testimonianza della storia delle famiglie che si contesero il feudo.
Tra le opere più celebri:
- San Ladislao, tempera su tavola dipinta nel 1326 da Simone Martini;
- due tavole di Bernardo Daddi, con quattro figure di santi (1328);
- due Lastre alabastrine della prima metà del XIV secolo importate dalla Francia, commissionate da Filippo Sangineto.
- il Polittico con storie della Passione,
- le sculture che dapprima avevano collocazione nelle nicchie della facciata principale della chiesa di Santa Maria della Consolazione.
Nella sezione domenicana è raccolto il ricco patrimonio pittorico, artistico e artigianale, proveniente dal convento e dalla chiesa:
- la Galleria domenicana composta da olii su tela raffiguranti santi e beati domenicani;
- la Madonna di Trapani, scultura del 1650 circa;
- sculture lignee del XVII secolo sculture in alabastro del XVIII;
-paramenti sacri, , reliquiari in legno intagliato e dorato ed Argenterie liturgiche;
-un mobile da farmacia datato 1500;
- i codici miniati, rinvenuti nella sacrestia della chiesa di Santa Maria della Consolazione e custoditi un tempo nella Biblioteca.
Pregiata anche la biblioteca che conserva testi di teologia, diritto canonico e storia della Chiesa, soprattutto del periodo della Controriforma

 

MUSEO STATALE DI MILETO: (Via Episcopio, Mileto VV.Tel. 0963/337015)
Orari di apertura: 09.00 / 13.00 tutti i giorni. Chiuso lunedì. Ingresso gratuito
Cosa offre: Vi si trovano reperti provenienti dalle aree sacre del territorio, in particolare dall’ex abbazia della SS. Trinità e dall’antica Cattedrale, ed altri pregevoli manufatti di età romana e bizantina, ed il sarcofago di Eremburga, moglie del gran Conte Ruggero. Accanto a materiali di più antica datazione, l’esposizione museale accoglie i pregevoli sarcofagi ascritti allo scultore noto come Maestro di Mileto e due scultura in marmo a tutto tondo. Il percorso espositivo comprende anche un consistente numero di manufatti argentei consistenti in suppellettili ad uso liturgico e sculture a mezzo busto e tutto tondo provenienti dalle più rinomate botteghe di maestri orafi napoletani e siciliani. Ne sono esempi il san Nicola di Bari, commissionato dal vescovo Filomarini e realizzato da Nicola De Blasio, ed il san Fortunato di Gennaro Pace.
Oltre ad un certo numero di dipinti di carattere devozionale, notevole è il Crocifisso in avorio di Alessandro Algardi.

 

PINACOTECA CIVICA DI REGGIO CALABRIA: (Teatro francesco Cilea, RC. Tel:Tel. 0965/324822. Mail:[email protected])
Orario di apertura: Da Lunedì a Giovedì: ore 09:30/12:30 – 16:30/19:30
Venerdì: ore9:00/13:00. Sabato e domenica: chiuso
Cosa offre: Espone quadri e tele di particolare rilevanza tra i quali spiccano le due tavolette dipinte da Antonello da Messina tra il 1460 e il 1465. La prima è  San Girolamo in penitenza, in cui è ritratto il santo durante l’eremitaggio che si percuote il petto con un sasso mentre sta inginocchiato davanti ad un crocifisso, accanto a lui vi è il leone che, toltagli la spina della zampa, è divenuto amico. Davanti, le vesti purpuree e il cappello ricordano la dignità di cardinale abbandonata dal Santo, che ha scelto di vivere la propria vita in penitenza.
La seconda tela dello stesso artista è: I tre angeli apparsi ad Abramo.  Nella parte destra il personaggio di Abramo non è più visibilie perché tale parte della tavola fu mutilata. Si vedono i tre angeli collocati in un tipico paesaggio italiano – descritto minuziosamente alla maniera dei fiamminghi – nel momento in cui annunciano ad Abramo la nascita del figlio. Opera di Mattia Preti è la grande tela del Ritorno del Figliol Prodigo del 1656.
Tra le opere provenienti da Palazzo San Giorgio vi sono 250 dipinti di artisti del periodo compreso tra la prima meta dell’800 e la prima metà del ’900, tra questi vi sono artisti calabresi, prevalentemente del territorio reggino, ma anche non calabresi. Molte delle opere sono di scuola napoletana (presso la quale si formarono gli artisti calabresi di questo periodo), indirizzata alla fine del XIX secolo verso il Verismo; alcune provengono dalla Biennale calabrese dell’arte, che permise a Guttuso, Omiccioli, Milesi e Brancaccio di stabilire un legame con la città; altre ancora provengono dall’Accademia di Belle Arti. Tra le sculture, oltre a numerosi busti marmorei, è da menzionare la copia del Laoconte del Bernini, ritrovata presso l’antico seminario arcivescovile della città. Si tratta di una statua in marmo di dimensioni ridotte rispetto alla più famosa scultura custodita nei musei Vaticani di Roma.

 

MUSEO CIVICO CROTONE E BIBLIOTECA COMUNALE ‘A. LUCIFERO’: ( C/o Castello di Carlo V – Castello Aragonese, Piazza Castello, 88900 Crotone, KR. Tel: 0962/921896-7 – Mail:[email protected] op:[email protected] )      
Orari di apertura: Museo Civico: Aperto ore 9 – 13 e 16 – 20 da martedì a sabato, 9-13 domenica. Chiuso lunedì.Ingresso gratuito
Biblioteca Comunale: da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle ore 19. Chiusura estiva seconda e terza settimana di agosto
Cosa offre: Il Museo Civico nasce per testimoniare la storia della città di Crotone con pezzi datati dal XV al XIX secolo. Il percorso museale è articolato in sei sezioni.
La sezione araldica raccoglie le insegne della famiglia Ruffo, feudataria di Crotone fino al 1531. Nella sezione armeria vi sono esposti cannoni e artiglieria da naviglio in bronzo recuperati nelle acque circostanti il crotonese e armi bianche del XVIII-XIX secolo.
Nella sezione ceramica vi sono invece custoditi i reperti recuperati durante la ristrutturazione del monastero di Santa Chiara e del Castello.
Vi sono, inoltre, due sezioni tematiche: in una sono esposte stampe e foto del periodo compreso tra la fine dell’800 ed il 1950 ed una sezione del costume medievale con 52 abiti di principi, dignitari, cortigiani, popolani, artigiani e religiosi.
Infine, vi è una sezione dedicata ai casali scomparsi di San Janni, sito tra Cutro e Papanice il cui nome deriva dalla presenza di un monastero intitolato a San Johannis Minago.
La Biblioteca Comunale invece custodisce oltre 18.000 volumi tra cui opere di cultura generale, testi e documenti sulla storia di Crotone, libri e manoscritti sulla storia della Calabria. All’interno della biblioteca possono anche essere consultate riviste di cultura, arte, scienze, politica, psicologia, religione, filosofia, teosofia, attualità, medicina, storia generale e locale e quotidiani locali consultabili. Un’importante sezione è quella con le 235 edizioni giuridiche e storico-politiche risalenti all’Ottocento.

 

 

 

 

 

Musei calabresi archeologici

MUSEO ARCHEOLOGICO DI REGGIO CALABRIA: (Piazza De Nava 26, 89100 – Reggio Calabria Mail: [email protected]).
Orario di apertura: dalle 9:00 alle 19:30 tutti i giorni. Costo:5 Euro il biglietto intero, 3 Euro il biglietto ridotto per i visitatori dai 18 ai 25 anni. I visitatori di età inferiore ai 18 anni e superiore ai 65 anni entrano gratuitamente.
Cosa offre: Qui è possibile ammirare i Bronzi di Riace, simbolo di una storia antica e straordinaria…Ma per saperne di più su questo museo, ecco una breve presentazione:
Il Museo Nazionale di Reggio Calabria è uno dei musei archeologici più prestigiosi d’Italia. La sede che lo ospita, affacciata sulla centrale Piazza De Nava e a breve distanza dall’imbocco del Lungomare «I. Falcomatà», è un edificio progettato, fra i primi in Italia, ai soli fini dell’esposizione museale; è opera di Marcello Piacentini, uno dei massimi architetti del periodo fascista, che lo concepì in chiave moderna dopo aver visitato i principali musei di Europa.
Il percorso espositivo del Museo ha inizio dal pianterreno, con una Sezione di Preistoria e Protostoria volta a ricostruire la storia della Calabria dalla comparsa dell’uomo sino all’età del Ferro, epoca in cui i Greci giungono per insidiarsi stabilmente nella regione attraverso la fondazione di colonie. Del periodo protostorico, sono interessanti i corredi funebri rinvenuti in località Calanna. La restante parte del pianterreno è riservata esclusivamente alla colonia di Locri Epizeferi, in cui si possono ammirare reperti che riescono a raccontarci la storia e la vita che in questa fiorente colonia si conduceva. Qui si trovano importanti testimonianze provenienti dai corredi funebri che hanno fotografato fino ai nostri giorni la vita e le abitudini dei nostri più lontani progenitori.  Nella stessa sezione sono collocati i reperti del Santuario di Grotta Caruso e Centocamere. Quest’ultimo era il quartiere degli artigiani da cui provengono i reperti delle ceramiche ed utensili prodotti nelle botteghe, mentre la zona del teatro ha restituito le statuette raffiguranti attori ed artisti del V sec. a.C.. Abbondanti i gioielli e gli accessori femminili: particolarmente belli gli Specchi in Bronzo che venivano realizzati proprio nella città di Locri. Infine, tra i reperti più suggestivi campeggia l’imponente gruppo dei Dioscuri, anticamente posto sul frontone del Tempio Jonico di Locri.
Al primo piano sono collocate le sale dedicate alle colonie greche di Reghion, Mètauros, Krimissa, Medma, Kaulonia e Laos. Nella prima sala, dedicata ai reperti provenienti dalla città di Reggio Calabria, è subito visibile la lastra “Griso-Labocetta” in terracotta con due figure femminili, databile intorno al VI sec. a.C.. Sono visibili vari e preziosi reperti ritrovati nei vari santuari e nelle necropoli della città: statuette, vasi, corredi funerari, specchi.
Nella sezione Mètauros si nota, per la sua particolare bellezza, una coppa con decorazioni di uccelli, ed anche anfore e vasi finemente decorati.
Da Medma, invece, giunge la testa di donna con i suoi capelli fluenti e gli orecchini vistosi alla maniera greca.
Ritrovata in una tomba della antica Laos un’armatura completa ed un diadema d’oro. Dalla città di Krimisa, proviene la testa, ben conservata, della statua dedicataad Apollo Aleo ed anche piccoli ex voto.
Sullo stesso piano è collocata la sezione numismatica che conserva collezioni di monete romane e greche di notevole valore, mentre nel cortile dello stesso museo si possono vedere cippi e basi di statue con interessanti iscrizioni.
Anche la sezione epigrafica è collocata al primo piano. Qui si possono ammirare epigrafi che offrono dati fondamentali su molteplici aspetti della città nella sua fase greca ma soprattutto in quella romana.
La sezione subacquea, nata dall’esigenza di radunare la grande mole di materiale ritrovato nei fondali marini si trova al primo piano inferiore. I reperti sono di diversa natura, come le parti di imbarcazioni e vasellame. Qui si trovano la Testa del Filosofo, ritrovata nei fondali di Porticello in cui furono ritrovati anche i resti dell’imbarcazione, sulla cui ancora è visibile la dedica ad Hera, e la Testa di Basilea. Alla testa bronzea del filosofo è stata proposta una datazione attorno al 460/50-440/30 a.C., che ne farebbe uno dei primissimi esempi di ritratto nell’arte greca; altri studiosi abbassano la cronologia tra la fine IV ed i primi decenni del III sec. a.C., attribuendo la testa ad un relitto diverso, sovrappostosi a quello che ha restituito il carico commerciale di un secolo precedente. L’altra testa è nota come «testa di Basilea» per essere stata acquisita dal museo di quella città ma restituita negli anni ’90 al governo italiano in quanto risultata oggetto di un trafugamento illegale da parte di clandestini all’epoca della scoperta del relitto. Imputabili a queste vicende sono i vistosi danni alla patina del volto provocati da sostanze chimiche aggressive con cui è stata tentata una pulizia. La testa è stata datata intorno alla metà del V sec. a.C. per i richiami allo stile di Fidia; la presenza di tratti somatici idealizzati fa supporre che si tratti di una figura divina o quanto meno mitica oppure di un personaggio regale.
Sempre nella stessa area del museo sono collocati i celebri Bronzi di Riace. Dopo un lungo lavoro di restauro di questa zona del museo, è possibile visitare le due statue, risalenti alla seconda metà del V secolo A.C. e simbolo visibile della mirabile abilità scultorea greca.
La nostra breve presentazione del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria vuole trasmettere tutta la ricchezza culturale e artistica conservata in quelle stanze che come poche altre possono condurci nei sentieri della storia più antica della nostra civiltà.

 

MUSEO ARCHEOLOGICO DI SCOLACIUM: ( Via Scylletion,1, 88021 Roccelletta di Borgia CZ. Tel/fax 0961-391356. Mail: [email protected]).
Orari di apertura: Museo ore 9.00-13.00. Chiuso il lunedì. Parco dalle ore 9.00 fino ad un’ora prima del tramonto
Cosa offre: Il museo è allestito in un edificio rurale che risale al 1800 e recentemente ristrutturato per essere destinato a sede museale. I materiali esposti sono frutto della ricerca archeologica compiuta nell’area in cui sorge il museo stesso e vanno dalla preistoria,età greca, romana,fino al medioevo.
Il parco conserva nel sottosuolo i resti della città greca Skylletion, considerata di origine ateniese, e della colonia romana Minervia Scolacium. La grandezza e la ricchezza del sito sono subito evidenti agli occhi del visitatore che è accolto all’ingresso dall’enorme mole della Roccelletta, ovvero la basilica di S.Maria della Roccella, uno dei più significativi monumenti medievali della Calabria, costruita in più fasi a partire dalla prima metà del XII secolo. Alle spalle della Roccelletta normanna si può osservare il foro romano e l’anfiteatro da cui provengono numerose statue togate (visibili nella sala a pian terreno del museo). Di queste, ricordiamo la statua rappresentante il Genio Augusto, e numerosi ritratti di cui il più significativo è quello di Germanico principe della famiglia Giulio-Claudia. Salendo sulla collina retrostante il museo si può ammirare l’arena e la necropoli bizantina con le cisterne romane che alimentavano le vicine terme ora non più visibili, situate alle spalle dell’ancora esistente chiesetta di Santa Maria della Roccella sulla statale 106. Si possono altresì notare, in posizione un po’ più defilata rispetto alla posizione centrale del parco, anche una villa tardo imperiale e alcuni resti dell’intreccio urbano greco ed una fornace per la calce di epoca normanna.
lo sfondo di tutta questa storia è arricchito dagli ulivi centenari del parco che fanno da cornice suggestiva a un ponte temporale di tradizioni che dai greci tutt’ora persiste.

 

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI CROTONE: (Via Risorgimento, 14 Crotone KR. Tel: 0962/23082)
Orari di apertura: Tutti i giorni dalle 09.00/19.30 escluso il lunedì, biglietto € 2.00 ridotto € 1.00
Cosa offre: l’allestimento prevede due percorsi: il primo ripercorre la storia dell’antica Kroton, il secondo ripercorre lo sviluppo delle vicine colonie. Quello di Crotone è il museo tra più importanti della Calabria per il gran numero di materiali esposti e per il loro valore storico e artistico. I reperti esposti vanno dall’età preistorica, all’età del ferro, all’età greca, fino al medioevo. Tra i reperti di rilievo ricordiamo quelli del santuario di Hera Lacinia e del suo tesoro in oro e bronzo. Fanno parte di questo gruppo il Diadema Aureo e la misteriosa barchetta nuragica in bronzo. Inaugurato nel 1968, raccoglie materiali provenienti dall’ex museo civico.

 

MUSEO ARCHEOLOGICO DI CAPO COLONNA: (Loc. Capo Colonna – Crotone
0962/934814)
Orari di apertura: tutti i giorni dalle 9:00-13:00 e dalle 15:30 alle 19:00. Chiuso il lunedì
Cosa offre: Una nuova sede museale, costruita tra il 2001 e il 2002, accoglie i reperti più recenti trovati a Capo Colonna.
Il percorso espositivo si snoda attraverso tre sezioni, caratterizzate da colori differenti: verde, viola e azzurro, che corrispondono simbolicamente alla terra, al sacro e al mare.
La prima sezione (verde) è dedicata alla scoperta della colonia romana che si sviluppò nell’area del santuario dal 194 a.C al I secolo d.C.. L’insediamento si trasferì poi sulla rupe dell’antica acropoli di Kroton, nucleo del centro storico della medievale e viceregnale Cotrone, oggi Crotone. Le vetrine espongono i materiali provenienti dalle abitazioni, sia da quelle patrizie ricche e sontuose che da quelle plebee più modeste, offrendo attraverso le diverse classi ceramiche ed i vari oggetti, uno spaccato di vita quotidiana. Tra le ultime scoperte è da segnalare il tesoretto di monete d’oro bizantine da Punta Scifo, che ricorda le vicende della guerra greco-gotica (VI secolo d.C), ma anche le innumerevoli ricchezze transitate dal Lacinio dal periodo greco fino alla tarda antichità.
La seconda sezione (viola) accoglie i rinvenimenti del santuario e si apre con il cippo dedicato ad HeraEleutheria (“che scioglie i vincoli e libera”) con l’iscrizione in alfabeto acheo.
Seguono poi frammenti architettonici e parti di statue di marmo, oltre ai preziosi ex-voto in ceramica e metallo. E’ stato riproposto uno spaccato della copertura marmorea del tetto del tempio A nell’ambito di un percorso che accoglie anche terrecotte architettoniche, gronde leonine, appartenenti ad altri edifici del santuario ancora solo parzialmente esplorati.
L’ultima sezione (blu), offre al visitatore il patrimonio di oggetti e di dati che il mare ha restituito. Questi sono importanti testimonianze delle rotte e dei traffici commerciali che interessarono la costa di Crotone.
Le ricerche subacquee, iniziate già con Paolo Orsi, hanno avuto grande impulso negli ultimi venti anni, permettendo il recupero di numerosi relitti, soprattutto di età romana, carichi di marmi pregiati lavorati e in blocchi, ma anche di navi del periodo greco che trasportavano vino e ceramiche di vario tipo.

 

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DELLA SIBARITIDE: ( Località Casa Bianca, Cassano allo Ionio CS. Tel.0981/79394 -79391).
Orari di apertura: 9.00/19.30 escluso il lunedì. Costo biglietto €2.00, ridotto €1.00. Gratuito sino a 18 anni, over 65, studenti e disabili.
Cosa offre: Inaugurato nel 1996 il museo espone i reperti più significativi provenienti dalla Sibaritide e dagli scavi di tre città sovrapposte: Sibari, Thuri, Copia. Molto interessante è il gruppo di 6 statuine in bronzo databili al I secolo d.C., raffiguranti divinità tradizionali del pantheon greco-romano quali Minerva ed Ercole, accanto ad altre di chiara discendenza orientale ed egizia come Iside e Apis, rispettivamente in forma di vacca che allatta un vitellino e di toro, già con crescente lunare. Del periodo romano sono diverse iscrizioni ed elementi architettonici e di arredo scultoreo e statuario, materiali ceramici e coroplastici, metalli e preziosi, vetri, ossi lavorati e monete. Fra questi, si segnalano anche un gruppo di frammenti scultorei in marmo pario, verosimilmente riconducibili a un ciclo statuario di età giulio-claudia, tra cui spiccano due teste raffiguranti rispettivamente Caligola e Claudio e altri pure riferibili a membri della famiglia imperiale.
Il sito di scavo aperto al pubblico si estende su un’area vasta di circa 500 m di lato, e comprende una parte considerevole delle vie principali di Copia, oltre ai ruderi di diverse ville, con molti pavimenti a mosaico ed, in un caso, di una piccola piscina.  Questa parte del territorio calabro vide il sorgere, lo sviluppo e l’espansione e poi il declino della grande polis di Sibari: qui furono impiantati, in epoche successive alla distruzione della città greca, sovrapponendosi in parte alle sue rovine, prima il centro ellenistico di Thurii e poi quello romano di Copia . Questa eccezionale stratificazione fa di Sibari uno dei siti più estesi ed importanti del Mediterraneo di età arcaica e classica.

 

MUSEO ARCHEOLOGICO STATALE DI VIBO VALENTIA: (Castello Normanno Svevo, 89900 Vibo Valentia. Tel.0963-43350)
Orari di apertura: Tutti i giorni dalle 09.00 alle 19.00 chiuso il lunedì Ingresso a pagamento € 2,00, ridotto € 1.00 gratuito per disabili , minori e over 65
Cosa offre: Il museo è intitolato al conte Vito Capialbi letterato ed insigne archeologo dell’800 ed è allestito all’interno del castello normanno-svevo eretto per volontà di Ruggero il Normanno su quella che fu la città greca di Hipponium. Nata come fortezza, diventò sede signorile in seguito all’occupazione della famiglia Pignatelli. Restaurato dalla Soprintendenza ai Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici della Calabria, dal 1995 ospita il museo.
Il museo è diviso in quattro sezioni principali: reperti da edifici sacri, da necropoli, da collezioni private e i materiali d’età romana.
L’esposizione ha inizio con oggetti di età protostorica, frutto di scavi nella zona, come quello di una capanna dell’Enolitico. Figura una spada del XIII secolo a.C.,ritrovata fortuitamente presso una tomba del VI secolo a.C.. Al primo piano sono esposti reperti dalle quattro aree sacre della città magnogreca, tra cui:
-dalla contrada Scrimbia provengono reperti databili tra la fine del VII e la fine del V secolo a.C., con ceramiche corinzie, rodie e attiche, anche di grandi dimensioni, grandi vasi ed elmi in bronzo, statuette votive e oreficerie di notevole qualità in oro, argento  e altri metalli, tra cui orecchini, anelli, fibule, spilloni. Sempre dalla stessa area provengono frammenti architettonici, databili intorno al 550 a.C. di un grande tempio dorico ancora non localizzato.
-da Cofino provengono alcuni pinakes di produzione tipica di Locro Epizefiri e due modellini di tempio in terracotta, ricchi di dettagli.
Il piano inferiore espone reperti provenienti dalle necropoli, databili tra la fine del VII e il IV secolo a.C., tra i quali spicca una laminetta in oro con un’iscrizione in dialetto dorico-ionico che attesta il culto orfico, con consigli per il defunto per la vita nell’aldilà. Fu trovata in una tomba di donna databile tra il V e il IV secolo a.C.
I reperti della necropoli ellenistica di contrada Piercastello testimoniano la presenza dei Bruzi nella zona. Tra le testimonianze spicca la presenza di due guerrieri in ceramica provenienti da una tomba a camera monumentale della fine del III secolo a.C..
Tra i nuclei antiquari privati spiccano le ceramiche architettoniche, come le terrecotte arcaiche dal santuario di Scrimbia, le antefisse a palmetta e a maschera silenica. Tra la ceramica si trovano i caratteristici vasi attici a figure rosse.
Interessante è il monetiere Capialbi che contiene alcuni rarissimi aurei locresi.
Nell’ultima sezione, dedicata all’epoca romana, sono custoditi reperti proveniente da Sant’Aloe dove sono state rimesse in luce varie domus e un impianto termale con splendidi mosaici; inoltre poco distante da lì negli anni ’70 è venuto alla luce un ripostiglio monetale di 867 monete d’argento Brettie databili alla fine del III secolo a.C.. Da questa località provengono anche vasi in terracotta e statue marmoree, fra le quali spicca un busto di Agrippa. Sono presenti anche alcuni corredi sepolcrali di età romana con lucerne dalle decorazioni molto raffinate, contenitori e unguentari in vetro di grande pregio.
Nel cortile è esposto un mosaico del III secolo, ritrovato nei pressi dell’antico porto della città.

 

MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO DI CIRO’ MARINA: (Palazzo Porti, Piazza Diaz 1, 88811 Ciro’ Marina KR. Tel. 0962/370056).
Orari di apertura: martedì e mercoledì orario apertura 9:00 – 13:00
giovedì e venerdì ore 15:00 – 19:00
Cosa offre: Nel Museo sono ospitati materiali provenienti dal tempio di Apollo Aleo rinvenuti negli scavi di punta Alice. Vi sono custoditi anche materiali risalenti alla fase storica di insediamento dei Bretti. Tra i pezzi più importanti:
- Il calco della testa di Apollo della seconda metà V sec. a.C., proveniente dal tempio;
- elementi architettonici vari ed un capitello del tempio;
- i calchi dei piedi e di una mano dell’acrolito, i frammenti in bronzo di una grande statua, due lekythos, una coppa, delle foglie di alloro in bronzo, una testina di kouros arcaico di fattura locale, una statuetta dedalica, una testa di toro in terracotta, i frammenti di lutherion, del materiale brettio (IV sec. a.C.) e corredi funerari.
- una figura femminile in piedi con pitone, delle fibule d’argento, degli orecchini e pendente con testina di leone in oro, due ghiande in terracotta dorata, aryballoi (vasetti per profumi a palla) e due grandi fibule d’argento a staffa lunga contemporanee alla fondazione del tempio (VIII sec. a.C.).
- una mostra fotografica e cartografica sull’archeologia subacquea divisa in due sezioni che riguardano i ritrovamenti relativi le frequentazioni delle coste calabre da parte dei micenei, greci e romani ed i ritrovamenti effettuati a largo di Crotone.

 

MUSEO NAZIONALE ARCHEOLOGICO DI LOCRI EPIZEFIRI:  (Locri – C.da Marasà 89044 Locri RC. Tel. 0964/390023).
Orari di apertura: Dalle 9.00 alle 19.00 chiuso lunedì; costo del biglietto € 2. Gratuito per i minori di anni 18 e gli adulti over 65.
Cosa offre: Il Museo Archeologico Nazionale di Locri Epizefiri sorge ai confini dell’area sacra di Marasà, nelle immediate adiacenze del tratto d’angolo in cui le mura dopo il loro percorso parallelo alla costa prendono a svilupparsi verso le colline.
 Il museo espone reperti rinvenuti nella necropolis e nelle aree sacre circostanti e i materiali ritrovati nella località Centocamere. Tra questi, i pinakes conservati anche nel Museo Archeologico di Reggio Calabria. I pinakes sono sottili tavolette rettangolari in terracotta decorate a basso rilievo con scene relative al mito di Persefone ed ai rituali del culto nel santuario ad essa dedicato, conosciuto in tutto il mondo greco con il nome di Persephoneion, detto anche “della Mannella” (dal nome odierno del colle presso le cui pendici sorgono i suoi resti). I pinakes, reperti quasi unici dell’antico mondo greco, risalenti ad un periodo compreso tra il 490 ed il 450 a.C., sono stati recuperati in frantumi (come era costume rituale del tempo), all’interno di grandi depositi votivi. Ma è già l’ingresso del museo che ci trasmette l’idea di questo viaggio verso il mondo classico, infatti nel portico sono esposti due grossi frammenti in calcare appartenenti al famoso tempio ionico di Marasà, un sarcofago romano in marmo di un illustre magistrato del municipium locrese: Caius Ottavianus Crescens , e la parte superiore di un’edicola funeraria (naiskos) ellenistica (IV-III sec. a.C.), proveniente dalla necropoli di contrada Faraone, rinvenuta da Paolo Orsi.
La visita al primo piano del Museo si apre con la sezione dedicata alle necropoli greche di Parapezza e Lucifero, situate a Nord-Est della città antica, dove il tipo di sepoltura più frequente era l’inumazione. In alcuni casi i bambini molto piccoli o i resti del rogo delle cremazione venivano deposti dentro anfore o hydriai (contenitori per trasportare l’acqua con tre manici), di cui alcuni esemplari del VI sec. a.C., sia d’importazione che di produzione locale, rinvenuti nella necropoli di Parapezza, sono esposti a lato della scala. Nella seconda sala sono esposti i materiali provenienti dal celebre santuario di Persefone alla Mannella, identificato ed esplorato da P.Orsi negli anni tra il 1908 e il 1911 nel vallone ai piedi della collina della Mannella, immediatamente al di fuori del perimetro delle mura urbane.
Nella terza sala sono esposte le testimonianze provenienti da importanti aree sacre dedicate ad Afrodite ed Adone. Nella sala 6 sono esposti i materiali di molti importanti santuari locresi, differenti fra di loro sia per le divinità venerate che per la loro collocazione topografica: il Thesmophorion di contrada Parapezza, l’area sacra di Zeus Saettante, il santuario di Marasà, il santuario delle Ninfe di Grotta Caruso. La grande vetrina della sala 7 presenta, nella prima sezione, i materiali provenienti da un pozzo rinvenuto in contrada Cusemi nel 1970, stracolmo di materiali risalenti al periodo ellenistico; la seconda parte è dedicata ai rinvenimenti del teatro (scoperto nel 1940 da P.E.Arias); la terza sezione propone interessantissimi materiali scoperti nel 1993 in uno scavo eseguito nell’area della famosa teca di pietra che conteneva le tabelle bronzee iscritte dell’archivio del Santuario di Zeus Olimpio; l’ultima parte della vetrina è occupata da alcuni frammenti della decorazione architettonica del tempio dorico di Marafioti, indagato da Paolo Orsi nel 1911, quando ormai la spoliazione dei resti dell’alzato era stata radicale.
La fondazione della colonia di Lokroi nel VII sec. a.C. rappresenta l’imponente penetrazione greca sul territorio e la sua influenza nei processi di evoluzione sociale, culturale ed artistica.

 

 

 

Musei calabresi d’arte sacra

MUSEO della CERTOSA di SERRA SAN BRUNO (Contrada Certosa 1, 88029 VV. Tel. 0963 70608 Fax 0963.72196 cell. 331.7798429. Mail:[email protected]).
Orari di apertura: 2 novembre- 15 dicembre e d 7 gennaio – 20 marzo: apertura solo su prenotazione e per gruppi di almeno dieci persone.
16 dicembre- 6 gennaio: 10,00-13,00 e 15,00- 17,00
21 marzo- 31l uglio: 10,00- 13,00 e 15,00- 18,00
1 agosto 31 agosto : 10,00- 19,00
1 settembre 1 novembre: 10,00- 13,00 e 15,00- 18,00
Cosa offre: qui potrete conoscere la storia e la vita monastica dei certosini disciplinata dalla regola eremitica. Durante il percorso visiterete gli ambienti claustrali – dalla cella alla chiesa conventuale – ricostruiti con grande fedeltà anche nella scelta dei materiali utilizzati, dal cotto ai ruvidi intonaci. L’ itinerario spirituale e storico sulla presenza dell’ordine certosino e della certosa di Serra S.Bruno si arricchisce di sale tematiche relative all’ iconografia bruniana, ai santi certosini, alla liturgia fino alla biblioteca. Il percorso è, inoltre, supportato da pannelli didattici che forniscono il quadro di riferimento storico culturale del periodo (XI secolo) che vide nascere il complesso monastico.

 

MUSEO DIOCESANO D’ARTE SACRA DI CATANZARO (Via Arcivescovado, 13, 88100 CZ. Tel: 0961 721333).                                                                                                                          
Orari di apertura: Lunedi’- mercoledi’: 18,00- 20,00
Sabato: 10,00- 12,00
Cosa offre: Il museo occupa una parte del settecentesco Episcopio. l nucleo centrale del patrimonio museale è costituito dal Tesoro della Cattedrale, un considerevole numero di suppellettili liturgiche in argento, di provenienza napoletana e siciliana e da numerosi paramenti sacri. Testimoniano la storia di fede della diocesi i numerosi reliquiari, di cui si conservano preziosi esemplari databili dal XIV sec. al XVII sec., e i dipinti provenienti in buona parte da chiese parrocchiali o conventuali non più esistenti, tutti databili tra il ‘600 e l’800. Il percorso espositivo si arricchisce di manufatti in marmo, quali il paliotto dell’ altare di S. Vitaliano ed angeli capialtare, nonché di un esiguo numero di sculture in legno intagliato e dipinto e terracotta.

 

MUSEO DIOCESANO DI OPPIDO MAMERTINA (Piazza Duomo, 89014, Comune di Oppido Mamertina RC. Tel. 0964 356828 – Cell 348 3920037)
b>Orari di apertura: Lunedi- Mercoledì-Venerdì ore 10:00 – 13:00
Cosa offre: La raccolta dei paramenti, suppellettili e documenti sacri, racconta la storia della diocesi tramite i suoi vescovi, in un arco temporale che va dalla metà del ‘600 fino agli ultimi anni del 1800. Il percorso museale è diviso in ante e post terremoto 1783.

 

MUSEO D’ARTE SACRA DI ROSSANO ( Via Arcivescovado 5, 87069 Rossano CS. Tel. 0983 525263 Fax 0983 525263 Mail: [email protected])
Orari di apertura: Orari invernali  16/09 al 30/06 dalle 9:30 alle 13:30. Pom: dalle 15:00 alle 18:00
Festivi: 10:00-12:00. Pom: 16:00-18:00. Lunedì Chiuso
Orari estivi: 01/07 al 15/09 dalle 9:30 alle 13:30. Pom: dalle 16:30 alle 21:00. Aperto tutti i giorni
Cosa offre: Il museo è stato istituito, attiguo alla Cattedrale, nel 1952 nei locali dell’ ex sala capitolare. Nel 1985 venne destinata a sede del museo un’ala del Palazzo Arcivescovile i cui lavori si sono conclusi con il nuovo allestimento inaugurato nel 2000. Due sale sono dedicate ai Paramenti liturgici su cui è apposto, eseguito a ricamo, lo stemma vescovile e, a volte, l’immagine della Madonna Achiropita, oggetto di grande devozione. Seguono le sale dedicate alle Pergamene e Codici musicali che custodiscono l’opera più famosa dell’ intera collezione, il Codex Purpureus, un evangelario greco miniato, databile tra la fine del v sec. e l’inizio del successivo, giunto a Rossano probabilmente tra l’ VIII e il IX sec.. Sono le 15 tavole miniate a rendere unico il codex che costituisce, unitamente alla sacra icona raffigurante l’ Achiropita, una tra le testimonianze più nobili del patrimonio artistico rossanese. Il percorso continua con le sale dedicate all’esposizione delle sacre argenterie, tra le quali il reliquiario con l’ anello di S. Nilo. Il patrimonio del museo è costituto, inoltre, da un consistente numero di dipinti su tela e tavola – tra questi la tavola fondo oro con la raffigurazione della Pietà (XV sec.) – e da sculture in legno dipinto. Il nucleo originario del patrimonio, esposto in due stanze, si è notevolmente arricchito anche grazie alla donazione di privati, quali una raccolta di monete antiche (dal V sec a.C. fino al Regno d’ Italia). Di recente è stata creata anche una sezione archeologia.

 

MUSEO DIOCESANO DI TROPEA: (Via Largo Duomo, 88061 Tropea, VV.  Tel. 0963 61034 Cell.349 7876408/339 6681280. Mail: [email protected])
Orari di apertura: Nei mesi di maggio- giugno-settembre- ottobre tutti i giorni 09:30-12:30 17:00-20:00
Nei mesi di luglio-agosto 19:00-24:00
Cosa offre: Il nucleo principale delle opere esposte proviene dalla Cattedrale e copre un arco cronologico che va dal XIV sec. al XIX secolo. Tra le testimonianze più antiche il quattrocentesco bacolo pastorale in argento dorato e smalti ed un’icona del XVI sec. raffigurante la Madre della Consolazione. Il museo ospita anche una ricca pinacoteca costituita da un gruppo di opere settecentesche di cultura napoletana ed un consistente patrimonio di suppellettili sacre in argento destinate alla celebrazione e alla devozione. Di particolare pregio la scultura realizzata in argento e a tutto tondo e a figura intera raffigurante s. Domenica (1738), opera del napoletano Francesco Avellino.

 

MUSEO DIOCESANO DI SANTA SEVERINA: (Piazza Campo, 88832 Santa Severina KR. Tel: 0962.51069. Mail: [email protected])
Orari di apertura: aperto tutti i giorni 09:00-13:00; 15:00-18:00
Cosa offre: Gli oggetti conservati nelle otto sale permettono di ricostruire l’importanza e la centralita’ religiosa di Santa Severina nei singoli periodi storici, dagli inizi del cristianesimo all’epoca bizantina.
La Biblioteca Storica Diocesana è arricchita da quattro incunaboli, comprende cinquecentine, seicentine, testi del settecento e dell’ottocento molto rari.
Gli argomenti trattati vanno dalle sacre scritture ad argomenti che riguardano la geografia storica, la lingua italiana, castelli e fortificazioni, summe teologiche, biografie, storia, antropologia, scienze etc.
Importanti sono i marchi delle prime  tipografie  veneziane e romane e le incisioni autografe di artisti famosi.

 

MUSEO DIOCESANO DELLA CATTEDRALE DI GERACE: (Piazza Tribuna, 89040 Gerace, RC. Tel: 0964 356323).
Orari di apertura: Tutti i giorni 09:30- 13:00, 15:00-17:00
Dal 1 al 30 marzo chiuso il lunedì
Cosa offre: Tra i manufatti di rilievo, sia sotto il profilo della qualità che per la rilevanza nella storia della diocesi, è la Stauroteca in argento dorato, pietre dure e perline portata in Gerace dal vescovo Atanasio Calceopoulos nel XIV secolo., ma in realtà ascrivibile al XII sec., realizzata probabilmente in Gerusalemme o nei laboratori normanni di Sicilia. La ricchezza e la qualità dei manufatti esposti – compresi tra il XVI e il XX secolo – testimonia la grande attenzione dei prelati, succedutisi sul soglio vescovile, nel dotare di suppellettili preziose la Cattedrale e ne documentano il gusto. Di rilievo, tra gli altri, il calice di Mons. Diez De Aux datato 1726, opera di argentiere siciliano eseguita in filigrana e pietre dure, il busto argenteo di santa Veneranda, su cui è impresso il monogramma di Gregorio Juvarra, e la splendida scultura argentea dell’ Immacolata datata 1772, commissionata dal vescovo Scoppa. Ottocentesco è l’ostensorio raggiato di Mons. Pellicano, opera di grande imponenza e ricchezza, e altre suppellettili di argentieri napoletani quali Gennaro Pace e Romanelli.
Il percorso è arricchito da sculture lignee quali la settecentesca Santa Filomena, da un pregevole Cristo in avorio e raffinati parati sacri.

 

MUSEO SAN PAOLO DI REGGIO CALABRIA: (via Sorgonà, 4 89100 Reggio Calabria RC. Tel.0965 892426. Mail:[email protected])
Orari di apertura:  dal martedì alla domenica dalle ore 8:30 alle ore 13:30
Cosa offre: Fondatore del piccolo Museo fu Mons. Gangemi, sacerdote colto, fine conoscitore del Greco antico e del Latino, oltre che fine dicitore. Importante e ricca è la pinacoteca, con oltre 100 tra tele e tavole che interessano un periodo che va dal ’400 al ’900. Tra queste, degni di particolare attenzione sono un San Michele, attributo ad Antonello da Messina, una Madonna con Bambino di Cima da Conegliano, un bozzetto di Raffaello. Altro settore importante è quello degli argenti, prevalentemente di oggetti sacri, che vanno dal ’500 al ’900, tra i quali si distinguono alcuni pezzi di Filippo Juvara, grande orafo e architetto messinese. Del tutto eccezionale è la raccolta di icone: sono circa 170 provenienti dall’Europa orientale dall’area balcanica (Jugoslavia, Grecia, Creta, Isole Jonie). Ricordiamo in particolare quella della “Madonna e S. Gerasimo”, molto probabilmente di origine calabrese. Di non minore pregio è il settore delle sculture, che in gran parte si riferisce al periodo medievale, con diverse opere provenienti dalla provincia reggina e dalla vicina Sicilia. Il Piccolo Museo San Paolo comprende anche notevoli pezzi di archeologia, una collezione di numismatica con monete che datano dall’antica Magna Grecia ai giorni nostri. E ancora: una biblioteca con incunaboli e oltre 130 cinquecentine; una serie di avori, tra i quali spiccano un grande crocifisso del XVII-XVIII sec. e una Madonna del periodo gotico francese.

 

 

 

Musei calabresi

Musei calabresi

La Calabria è terra di storia e di storie.
Visitando i musei si impara a vedere la bellezza, stimolando la curiosità e l’entusiasmo per la scoperta e la conoscenza. La visita dei musei è un viaggio in mondi passati, una mappa verso il futuro.
I musei calabresi, sparsi nelle cinque province, offrono la possibilità di riassumere la storia di questa regione, presentando le sue epoche, i suoi costumi e le sue tradizioni.
Per aiutarvi nei vostri percorsi, abbiamo diviso i musei calabresi in aree tematiche, così da poter scegliere in base alle vostre curiosità, attitudini e preferenze.

Qui troverete l’elenco dei:

  • Musei calabresi d’arte sacra
  • Musei calabresi archeologici
  • Musei calabresi storico artistici
  • Musei calabresi d’arte moderna e contemporanea
  • Musei calabresi antropologici etnografici