Archivio della categoria: Luoghi da scoprire

Torre Cavallara di Catanzaro

Torre Cavallara di Catanzaro

Torre Cavallara di Catanzaro

Torre Cavallara di Catanzaro


Situata su una collina del quartiere Aranceto di Catanzaro, a poca distanza dal mare, domina con la sua prospettiva frontale tutta la costa catanzarese, mentre alle sue spalle è possibile scorgere il promontorio silano. Edificata nel 1540 per volere del vicerè Don Pedro di Toledo, fa parte del sistema difensivo strutturato per difendere i territori dalle invasioni turche. E’ infatti, sulle alture calabresi a pochi chilometri dalle coste, che si può notare la presenza dei ruderi di molte altre torri di guardia. La torre è detta “cavallara” proprio perché accoglieva al suo interno le sentinelle a cavallo. E’ancora visibile la scala che conduceva al piano superiore collegata al resto della struttura da un ponte levatoio ormai scomparso.
Visitando i resti della Torre Cavallara di Catanzaro, si è avvolti da un silenzio insolito nelle città moderne, guidati da una prospettiva meravigliosa, si può viaggiare nel tempo, immaginando le guardie che avvistando le navi nemiche, avvertivano i presidi militari a difesa del territorio con segnali di fumo o il suono dei corni. Come tutte le torri di difesa, anche la Torre Cavallara di Catanzaro fu abbandonata nei primi decenni del XVII secolo. Attualmente è uno degli esempi più tangibili di queste epoche passate, ma necessita di importanti interventi di recupero e promozione.

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Stignano

Stignano
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Stignano, antico paese della locride, sorge aggrappato a uno sperone sulla sinistra della bassa valle della fiumara Precariti. Confina con comuni dal grande interesse storico e culturale, come: Camini, Caulonia, Riace, Stilo, Placanica, Pazzano e con il mare Jonio che accompagna tutta la lunga striscia di strada che collega questi luoghi.
La ricerca etimologica sul termine “Stignano” lascia aperti ancora confini della storia civica secondo alcuni studiosi il nome deriverebbe dal greco stenòs, luogo angusto, stretto, mentre secondo uno studio più consolidato si tratterebbe di un nome preso dalla cittadina dal termine latino Stenianum che indicherebbe “possesso o villa di uno Stenus, o Stenius”.
Seguì le vicende di Stilo in quanto suo casale. La Contea di Stilo era una confederazione di Casali ognuno con propria autonomia, con un proprio parlamento con proprie leggi.
Quindi, insieme agli altri casali di Guardavalle, Camini, Riace e Pazzano, appartenne al demanio regio di Stilo anche durante la dominazione degli Aragonesi.
L’ordinamento amministrativo dello Stato, predisposto dal generale Championnet durante la Repubblica Napoletana, ne fece un Comune autonomo nel cantone di Satriano.
Nel 1807, invece, i Francesi lo dichiararono università nel cosiddetto governo di Stilo. Ritornò a essere amministrativamente autonomo con il decreto 4 maggio 1811 istitutivo dei Comuni.
Ai piedi del borgo adagiato su una collina scorre la fiumara Precariti. Il paese ha mantenuto le caratteristiche medievali con le case addossate le une alle altre. Le stradine interne, in alcuni punti, sono così strette da non consentire il passaggio delle auto. La vita scorre intorno alla piazza Forzio che regala una vista spettacolare sulla costa jonica.
E’ un luogo che regala panorami senza tempo, la storia che lo percorse è ancora visibile nelle tradizioni e nelle testimonianze architettoniche e culturali. A poca distanza dal centro storico è ubicato il Castello di San Fili, già descritto sul nostro sito e visibile nelle foto di chiusura della presentazione. Grazie alla vicinanza con altri comuni straordinari, offre svariate possibilità per itinerari enogastronomici, naturalistici e culturali.
Non dimenticate di assaggiare la tradizionale “Pasta di Casa” con il sugo di capra, le zeppole o il baccalà con i pomodorini.
Buon viaggio!!
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Veduta della torre di guardia dal Castello di San Fili

Veduta della torre di guardia dal Castello di San Fili

Castello di San Fili

Castello di San Fili

Paesaggi calabresi

Paesaggi calabresi

“Provavo un gran dispiacere a dover lasciare la Calabria. Le sue bellezze avevano esercitato una specie di magica ascendenza su di me e sentivo che sarebbe stata eterna. Avevo la sensazione che qualsiasi cosa avessi visto in futuro non avrebbe suscitato in me sensazioni altrettanto piacevoli ed indelebili. Di questo non ho dubbi.
Anzi, ho la presunzione di affermare che in nessun’altra parte d’Europa la natura ha tracciato in modo così magnifico le linee che il genio e l’opera umana devono seguire o gli sforzi dell’arte migliorare.”
 Keppel Craven 

Alcune foto dei paesaggi calabresi, ma non vi è foto che possa cogliere la bellezza e la varietà di questi spettacoli della natura. La Calabria ha paesaggi vari, incantati, unici.

San Fili

San Fili

Bellavista Catanzaro

Bellavista Catanzaro

San Fili

San Fili

Kaulon

Kaulon

Piano di Novacco

Piano di Novacco

Roccella Jonica

Roccella Jonica

Veduta di Roccella Jonica dal castello

Veduta di Roccella Jonica dal castello

Roccella Jonica

Roccella Jonica è situato lungo la Costa dei Gelsomini, la riviera bagnata dal mar Jonio e più a sud della Calabria. Il nome della costa trae origine dalla coltivazione del fiore di gelsomino che qui veniva raccolto dalle donne, le gelsominaie, e poi venduto in Francia per la produzione di essenze profumate. Questa costa si caratterizza per le distese sabbiose intervallate da alte rocce che si gettano a picco sul mare, regalando un contrasto di colori tipico della macchia mediterranea. A rocce floride e verdi, si alternano alture brulle ed imponenti. Questo tratto calabrese offre l’opportunità di effettuare numerosi itinerari naturalistici e storico-culturali. Lungo la Costa dei Gelsomini, oltre a Roccella Jonica, si trovano infatti, altri siti di interesse dello Jonio reggino, facilmente raggiungibili perché in successione.
Roccella jonica è un comune risalente alla Magna Grecia, era l’antica località di Amphisya ricordata nei poemi del poeta Ovidio. Nel X secolo il paese si chiamava già Rupella, poi Arocella, fino all’attuale nome di “Roccella” a causa della sua localizzazione sulla rocca, che oggi conserva i resti del castello medievale e della torre.
Come molti centri della costa jonica prossimi al mare, Roccella, subì gli attacchi dei Saraceni. Dal XIV secolo e fino alla metà del XV fu feudo dei conti Ruffo di Catanzaro per poi  passare di mano in mano ad altri feudatari, come i Carafa, fino all’abolizione della feudalità nel 1806.
Col decreto del 4 maggio 1811, Roccella divenne capoluogo di Circondario comprendente i Comuni di Gioiosa e Castelvetere. Nel 1816 diveniva Comune nel Circondario di Castelvetere.

Oggi, percorrendo la Statale 106 in cui si snodano altri siti di interesse come Kaulon, Riace, Stignano, Stilo, si arriva a Roccella Jonica e proseguendo, si giunge fino a Locri con il suo interessante parco archeologico.

A Roccella Jonica sono presenti i resti del castello medioevale, situato su una roccia imponente che domina l’intero comune. Fondato in periodo normanno da Gualtieri De Collepietro, successivamente la proprietà passò alla famiglia Ruffo per diverse generazioni, poi a Galeotto Baldax.
Numerosi sono i ruderi del nobile palazzo, conservante un magnifico portale litico, sormontato dallo stemma, in pietra calcarea ed eroso dal tempo, dei principi Carafa della Spina. Superato il portale d’ingresso (un tempo ponte levatoio) l’attenzione è attratta da un balcone monumentale con mensole scolpite e figurate (mascheroni).
Il palazzo è arricchito al suo interno da un cortiletto, in selciato, con otto canali a forma di stella. Dal cortile si accede, tramite la scala principale, ai piani superiori, dove c’erano gli appartamenti privati dei principi, mentre a pianterreno si accede ai locali destinati a vari usi (cucine, magazzini, ecc). All’interno del cortile si può vedere un pozzo incassato nella parete e, lungo la stessa, la porticina d’ingresso all’elegante scala a chiocciola, in pietra calcarea.
Attigua all’edificio è la Chiesa Matrice di S. Nicola di Bari, in stile jonico barocco. La chiesa è contigua al palazzo dei Principi Carafa, e la nobile famiglia attraverso un coretto, oggi distrutto, accedeva direttamente all’interno dell’edificio sacro.

Sorprendente per la sua collocazione, incastonata tra le rocce è la chiesa di Maria S.S. delle Grazie. Qui, nella piccola pianura che ospita la chiesetta del 1545, le colline che la proteggono, ricoperte da zone verdeggianti, si alternano a caratteristici tratti rocciosi, che creano una visione paesaggistica d’insieme molto suggestiva. Oasi di pace che regala una vista suggestiva verso la Torre di guardia di origine medievale che costituisce, insieme al recinto murario, il nucleo più antico dell’intero complesso del Castello dei Principi Carafa della Spina.
L’origine antica di Roccella Jonica è testimoniata dalle due alte colonne monolitiche in porfido egiziano, attendibilmente destinate ad un Tempio pagano rimasto inedificato sono state rinvenute in zona Castellace – Melissari, dove probabilmente aveva sede l’antico ”Portus Auxonius” meglio conosciuto come il ”Porto di Maccapè”. Attualmente le due colonne si trovano erette tra il lungomare e la Piazza S. Vittorio, dove furono sistemate nell’aprile del 1985.
Altro interessante sito, tra i molti presenti, è il Convento dei Minimi di San Francesco da Paola.
Da un atto notarile del 1590 risulta che l’amministrazione pubblica aveva deliberato di costruire a favore dei Minimi il Convento, presso la Chiesa di San Vittorio, che già legittimamente possedevano per decreto dei vescovi geracesi, imponendo la condizione che la Chiesa continuasse a conservare il titolo di San Vittorio.
Il Convento venne soppresso nel 1814, con la legge che ha soppresso la maggior parte degli istituti religiosi, e adibito a sede municipale, quale è stato fino a poco tempo fa.
Attualmente la struttura ospita la Facoltà di Scienze Infermieristiche e la Segreteria Studenti dell’Università Magna Graecia, di Catanzaro.
Inoltre è sede di numerose manifestazioni culturali, artistiche, ecc. e di importanti convegni, anche di carattere internazionale.
Poi non si può non considerare la lunghissima spiaggia e il mare. La temperatura tiepida fino all’autunno inoltrato, permette di alternare la visita per il centro a momenti di relax in spiaggia, godendo di un mare splendido con alle spalle un paesaggio naturale e storico indimenticabile.
Senza dimenticare la tradizione gastronomica che garantisce sia ottimi piatti a base di pesce che di carne. Buonissime sono le frittelle fatte con i fiori di zucca, il piccantino con la sardella di mare, le crespelle e molti altri prodotti tipici.
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Il Castello di San Fili di Stignano

Il Castello di San Fili di Stignano

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Il Castello di San Fili di Stignano
Stignano è un paese sorto su uno sperone di roccia con a valle la fiumara Precariti. Situato nella provincia di Reggio Calabria, confina con paesi di notevole interesse storico e culturale come: Riace, Stilo, Pazzano, Placanica. Nel tempo ha mantenuto il suo originario impianto medievale con le tipiche case addossate le une alle alte, le strette stradine interne reticolari che rimandano ad innumerevoli piccole scalinate e vicoletti da attraversare per conoscere questo piccolo paese calabrese. Giungendo nella piazza principale, cuore del paese, la vista con un magico contrasto che solo la Calabria con i suoi paesi arroccati può offrire, è ammaliata dai colori del mattone, della terra, del verde e del giallo che si confondono fino a sparire nell’azzurro del mar Jonio che bagna queste coste.
Il Castello di San Fili di Stignano è una torre nata come struttura difensiva nel ‘500, poi modificata a fini residenziali nel corso del 700 ad opera di una famiglia feudataria locale che ne fece una palazzina di caccia.
Si tratta di una costruzione a pianta triangolare, probabilmente richiamante le architetture esoteriche in voga durante l’Illuminismo, con tre torri ai vertici, di cui due sul prospetto principale, in pietra a base rettangolare e la terza sul vertice pentagonale opposto. L’edificio è a due piani e vi si accede per una scala esterna a unica rampa. All’interno una scala collega i due livelli e il terrazzo.
Dal terrazzo è possibile dare uno sguardo alla campagna circostante, bellissima e florida, e alla piccola cappella sconsacrata facente parte dello stesso complesso edilizio. Sempre dal terrazzo è visibile la Torre di San Fili che dista pochi metri dal castello ed è raggiungibile a piedi.  La Torre di San Fili, come molte altre sparse sui promontori lungo le coste calabresi, fu edificata con funzione di avvistamento e di guardia coordinata con l’apparato di difesa contro le invasioni saracene e turche.

La torre di avvistamento di San Fili

La torre di avvistamento di San Fili

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San Fili

San Fili

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Rocca Imperiale

Rocca Imperiale

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Veduta del Castello Svevo di Rocca Imperiale

Veduta del Castello Svevo di Rocca Imperiale

Particolare del Castello di Rocca Imperiale

Particolare del Castello di Rocca Imperiale

Interno del Castello di Rocca Imperiale

Interno del Castello di Rocca Imperiale

Zona marina di Rocca Imperiale

Zona marina di Rocca Imperiale

I limoni IGP di Rocca Imperiale

I limoni IGP di Rocca Imperiale

Rocca Imperiale è un paesino della provincia di Cosenza, arroccato su una colle che dall’alto ammira il mar Jonio che bagna la sua zona marina.
Bellissimo è  Il Castello Svevo, posto sulla sommità del colle che abbraccia il centro storico di Rocca Imperiale che, con le sue abitazioni caratteristicamente disposte a gradini, si presenta come un borgo dall’aspetto caratteristico  e pittoresco, specie di notte quando è illuminato.
La fortezza, costruita a partire dal 1221, è ubicata a circa 200 metri sul livello del mare e venne fatta costruire per disposizione di Federico II di Svevia in un luogo di estrema importanza dal punto di vista militare e strategico in quando vista l’ubicazione in altura, serviva da torre di guardia per il controllo della strada che ancora oggi costeggia il mar Jonio.
In seguito alla costruzione della fortezza, si sviluppò anche un fiorente centro abitato nel quale convogliarono le genti di territori vicini.
Da visitare è, poi, il monastero costruito nel 1562 con la sua imponente chiesa.
La zona marina di Rocca Imperiale dista solo 4 Km dal centro storico. La lunga spiaggia dorata oltre ad essere un luogo di attrazione turistica, regala ai visitatori un ulteriore salto nella storia grazie alla Torre di Guardia del XVI secolo e l’imponente Magazzino fatto costruire nel XVII secolo dal duca Fabio Crivelli a testimonianza della passata importanza commerciale e culturale del posto. Il mar Jonio e le sue acqua cristalline sono i protagonisti indiscussi della zona marina.
Per il settore agroalimentare calabrese è importante il limone coltivato in queste terre. Esso per le sue caratteristiche inconfondibili, il profumo intenso, la ricchezza del succo e il colore giallo vivace ha ottenuto il marchio IGP. Succosi ma anche belli, i limoni di Rocca Imperiale non sono utilizzati solamente in cucina e nella cosmesi ma anche come ornamento per le vetrine e i tavoli espositivi delle fiere del paese.

 

 

 

 

 

 

 

 

Cropani

Cropani

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Duomo di Santa Maria Assunta

Duomo di Santa Maria Assunta

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Cropani è uno dei comuni della Valle del Crocchio, in provincia di Catanzaro.

La parte alta del paese regala una vista spettacolare, intervallata da vaste aree verdi che si prolungano fino al mare. La natura spettacolare di questo luogo che regala la possibilità di itinerari naturalistici bellissimi, fa da contorno ad un centro storico ricco di cultura e di arte. Passeggiando per Cropani si può riscoprire un pezzo di Calabria incontaminato e custode di preziose tradizioni antiche. Le sue origini sono incerte, anche se alcuni ritrovamenti fanno ipotizzare che fosse già abitato prima della venuta dei monaci bizantini nel VI sec. d.C..  Il successivo dominio normanno fu florido per la costruzione di monumentali cattedrali e palazzi.

Entrando dall’antica porta si può ammirare il Duomo Romanico di Santa Maria dell’Assunta, eretto nel XV sec..  La struttura è stata costruita con grandi blocchi di granito tufaceo e spicca per il suo imponente campanile, alto 43 metri. Esso presenta otto monofore al terzo e al quarto piano, e termina con una cuspide piramidale a otto facce rivestite di maiolica. Nel 1756 il campanile fu ampiamente ricostruito perché seriamente danneggiato da un fulmine.
La facciata è stata costruita con blocchi di pietra locale: arenaria, calcare e tufo. La scalinata granitica conduce al portale quattrocentesco, costituito da quattro archi tufacei concentrici a tutto sesto, compresi fra due colonne e un architrave. Il rosone gotico presenta dodici colonnine a raggiera ed è sormontato da una nicchia. Il portale secondario, che punta verso il mare, è in pietra scolpita e risale al XVI secolo.

All’interno del duomo si può ammirare la “Dormitio Virginis”, tavola quattrocentesca collocata sull’altare maggiore.

Bella e di notevole importanza storica è la chiesa di Santa Lucia, risalente al XIII sec. Situata nel cuore del paese, a pochi passi dal duomo, la facciata conserva ancora lo stemma della casata Cosentino, che ne commissionò l’edificazione.

Proseguendo il percorso per il centro storico si arriva alla chiesa di Santa Caterina e di San Giovanni.

Percorrendo i vicoli medievali del paese si possono ammirare gli antichi e nobili palazzotti signorili, con i balconi in ferro battuto e gli eleganti portali in pietra, le vecchie case con le scale esterne, gli archi dei sottopassi che rendono il paese di Cropani un gioiello di altri tempi.

Il territorio, inoltre, ospita importanti siti archeologici di epoca compresa tra il Neolitico Medio e la fase Tardo-Antica, antecedenti cioè alla nascita dell’attuale borgo di Cropani. Sono visibili tracce significative del Santuario di Acqua di Friso (fine VII – V sec. A.C.), i lacerti di fattorie brettie, gli insediamenti di ville rustiche romane e ben due siti Tardo-Antichi.

La zona costiera è poi caratterizzata da lunghe distese sabbiose che permettono passeggiate in riva al mare anche nei periodi autunnali, grazie ad un clima mite per buona parte dell’anno.

Cropani è un vero e proprio capolavoro di natura e di arte, impreziosito ancora di più dalla sua posizione che lo porta ad essere vicino ad altri interessanti centri calabresi sia marittimi che montani.

 

Stilo

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La Cattolica di Stilo

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Laura della Divina Pastorella

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Interno della laura della Divina Pastorella

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Particolare di San Domenico

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Fontana Gebbia

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Gioiello della Calabria bizantina, Stilo fa parte dei “Borghi più belli d’Italia”. Ai piedi del monte Consolino nei secoli si è sviluppato il paese che oggi conserva esempi architettonici ed artistici di importanza unica. La sua lunga storia inizia dalla costituzione delle colonie greche nel territorio calabrese, per poi divenire nel X sec d.C. il centro bizantino più importante del Meridione. Da questo momento, la venuta dei monaci basiliani in cerca di rifugio dalle persecuzioni, determina l’avvento di una contaminazione culturale che si manterrà fino ai nostri giorni. Essi hanno dato un’impronta culturale e storica determinante alla città di Stilo, facendo acquisire alle popolazioni indigene la lingua e il culto bizantino. Di questo periodo sono le laure, piccoli tempietti utilizzati dai monaci come ritiro per la preghiera e la vita eremitica.

Bellissima e suggestiva è la piccola laura della Divina Pastorella, per un periodo utilizzata come chiesa rupestre. Questa costruzione è posta sulla parete di una roccia del monte Consolino, praticamente mimetizzata nella natura, come del resto tutte le altre laure.

Sempre del periodo bizantino è la Cattolica di Stilo, esempio perfetto ed eccezionale di arte bizantina in Italia. E’ un tempietto del sec. IX, su pianta quadrata e croce greca, con tre absidi rivolte a oriente e cinque cupolette. Ciò che colpisce, all´interno, è soprattutto la luce, quasi folgorante nella parte superiore e tenue nella parte bassa, così da favorire il raccoglimento.

L´ambiente, con le quattro colonne provenienti forse dalle rovine di Kaulon, emana dolcezza e serenità. In piena armonia con la vegetazione e la natura del monte Consolino, la cattolica di Stilo regala al visitatore un’atmosfera di pace e armonia. Se la Cattolica di Stilo può considerarsi l’esempio perfetto di tempio bizantino in Italia, un altro ricordo lasciato dai monaci a Stilo è la piccola chiesa di S. Nicola da Tolentino, caratterizzata da una cupola a “trullo” ricoperta dagli “embrici” (tegole).

Mentre lo sguardo si perde tra le rocce imponenti del Consolino e l’azzurro del mare che da lontano impone il suo azzurro tra il verde delle colline, il percorso per questo borgo incantato prosegue attraverso i secoli e i popoli che lo hanno costruito. Si arriva così ad ammirare la chiesa rinascimentale di San Francesco del 1450, posizionata nella piazza centrale nella quale trova posto l’imponente statua del filosofo e teologo Tommaso Campanella, nato a Stilo.

Barocca e internamente decorata a stucchi, con una bella facciata affiancata da due campanili, è la chiesa di S. Giovanni Theresti, eretta nel 1625 e dedicata nel 1662 dai monaci basiliani al loro santo, di cui si conservano le reliquie. Interessante e con una vista bellissima sulla parte bassa del paese è il piccolo convento della chiesa di S. Domenico, costruita intorno al ´600 dai Domenicani, ospitò il frate Tommaso Campanella nei suoi anni giovanili.Catturare l’attenzione il Duomo trecentesco che conserva un interessante portale gotico ogivale oltre alla memoria di essere stato la sede vescovile più antica della Calabria.

Dopo aver visitato gli edifici sacri che raccontano la storia secolare di Stilo non si può dimenticare di raggiungere a piedi i ruderi del castello normanno, posti in cima al monte Consolino. La costruzione fu voluta da Ruggero II. Ancora imponente, gode di una vista spettacolare ed è luogo di attrazione culturale e naturalistica. Belli sono anche i palazzi gentilizi come quello appartenuto ai Conti Capialbi, ricco di belle sale, eretto nel Rione di Santa Lucia. Il Palazzo Lamberti è poi un altro vasto complesso edilizio eretto nel ‘600. Di tale periodo sono pure le molte cose di alto pregio che esso conserva: affreschi e pitture varie su tela, sculture ed opere di intaglio. Infine sono da annoverare: i palazzi appartenuti ai Carnovale, ai Bono, alla famiglia Crea e Marzano, ai Caracciolo, Teti, Sersale e altri ancora.

Ma Stilo racchiude in sé non solo un patrimonio artistico e culturale unico, frutto di una storia lunga ed articolata, esso è anche un paradiso naturale che permette escursioni ed esperienze all’aria aperta come in pochi altri posti al mondo. I sentieri che si snodano per il monte Consolino sono scrigni che regalano sorprese naturali e ancora culturali, viste le tante grotte eremitiche sparse nel territorio. Attraverso uno dei percorsi naturalistici si può giungere alla Ferdinandea, centro amministrativo, voluto da Ferdinando II di Borbone e importante polo siderurgico. Tra i boschi di faggio e abete si possono ammirare i resti delle antiche fonderie e della residenza di caccia di Ferdianando II. E’ uno degli esempi più interessanti di archeologia industriale in Calabria.

Allo stesso modo, la zona costiera offre la possibilità di escursioni subacquee in un mare cristallino e custode di storia antica.

Portale gotico

Portale gotico

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S. Nicola da Tolentino

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Ruderi del Castello Normanno

Chiesa di San Giovanni Theristys

Chiesa di San Giovanni Theristys

 

Le Vasche di Cassiodoro

Le Vasche di Cassiodoro

Le Vasche di Cassiodoro. Copanello di Stalettì

Le Vasche di Cassiodoro. Copanello di Stalettì

“…Rifulge di luce chiarissima e, dotata di un clima molto mite, ha inverni aprichi, estati fresche, e la vita ivi trascorre senza alcun malanno per la mancanza d’intemperie. Perciò anche gli abitanti sono svegli nelle sensazioni, perché la contemperanza del clima regola ogni cosa…”  Cassiodoro

Le Vasche di Cassiodoro sono bellissime formazioni rocciose naturali da ammirare nei percorsi lungo la costa della provincia di Catanzaro. Si trovano a Copanello di Stalettì, località balneare situata al centro del Golfo di Squillace. Dalla costa sabbiosa e dal mare cristallino, questo territorio è un insieme armonioso di storia raccontata da numerose testimonianze archeologiche e di una natura meravigliosa e spettacolare. I paesaggi marini sono resi suggestivi dalle rocce di granito bianco ricche di vegetazione che racchiudono specchi d’acqua marina dal colore turchese.
Le vasche di Cassiodoro caratterizzano una parte del promontorio di Copanello. Queste vasche naturali di forma circolare e ovale, utilizzate per l’allevamento ittico, appartenevano al Vivarium di Cassiodoro, monastero fondato da questo illustre letterato intorno al 555 d.C.. Il Vivarium non era solo luogo di preghiera, ma era soprattutto un’importante officina di ricerca e di studio, nota nel Medioevo in tutta Europa e crocevia di viaggiatori e studiosi.
La zona di Copanello di Stalettì racchiude in sé un paesaggio naturale bellissimo che è oggi la testimonianza di quella che fu la cornice di eventi storici e di personaggi che segnarono il cammino artistico e culturale di questo territorio.

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Ruderi della chiesa S.Martino a Copanello di Stalettì. Risalente al VI sec. d.C., secondo molti studiosi è da identificarsi con il Vivarium di Cassiodoro. Secondo tale ipotesi il sarcofago  ritrovato sarebbe quello che conservava il corpo dell'illustre letterato

Ruderi della chiesa S.Martino a Copanello di Stalettì. Risalente al VI sec. d.C., per molti studiosi è da identificarsi con il Vivarium di Cassiodoro. Secondo tale ipotesi il sarcofago ritrovato sarebbe quello che conservava il corpo dell’illustre letterato.