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Straccetti piccanti di pizza fritta

Straccetti piccanti di pizza fritta

pizza fritta

Durante una cena con gli amici a Reggio Calabria abbiamo assaggiato gli straccetti piccanti di pizza fritta profumati al rosmarino. Sono buoni ma anche semplici da preparare a casa.
E’ un’idea gustosa per uno stuzzichino che sa di Calabria e profuma di Mediterraneo. Gli straccetti piccanti di pizza fritta sono insaporiti con il peperoncino piccante pestato e il profumatissimo rosmarino.
Il peperoncino piccante pestato si ricava dai peperoncini che ancora freschi vengono lasciati essiccare sotto il sole, cuciti tra di loro dal peduncolo. Non è un caso che molti balconi, verande o tettoie in Calabria siano adornati da lunghe trecce di peperoncini rossi piccanti.
Ricetta degli straccetti piccanti di pizza fritta.
Ingredienti:

-        Pasta per pizza già fatta
-        Olio per friggere
-        Sale
-        Rosmarino
-        Peperoncino piccante pestato

Preparazione:

Stendete con il mattarello la pasta per la pizza molto sottilmente, deve essere spessa meno di un centimetro, poi tagliatela a straccetti.
Quando l’olio sarà caldo immergete gli straccetti di pizza e friggeteli fino a quando risulteranno dorati e croccanti.
Disponeteli sulla carta assorbente in modo da eliminare l’olio in eccesso e poi insaporite con un pizzico di sale, peperoncino piccante pestato e rosmarino nella quantità desiderata.

Per chi desidera fare la pasta della pizza in casa, ecco le dosi e le modalità per la preparazione:
-500 grammi di farina tipo 00
-5 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
-25 grammi di lievito di birra
-un cucchiaino di zucchero
-sale
-acqua
Sbriciolate il lievito in 100 grammi di acqua tiepida con lo zucchero. Disponete la farina a fontana sulla spianatoia e versate al centro il lievito sciolto, l’olio e un pizzico di sale fino. Amalgamate il tutto fino ad ottenere un impasto elastico ed omogeneo. Formate una palla che riporrete in un recipiente coperto da un panno. Fate lievitare l’impasto per due ore e poi stendetelo per la preparazione della pizza.

Maccheroni alla stilusa

Maccheroni alla stilusa

I maccheroni calabresi fatti in casa

I maccheroni calabresi fatti in casa

Maccheroni alla stilusa

Maccheroni alla stilusa

Una ricetta semplice,  della tradizione culinaria calabrese più autentica.

Abbiamo assaggiato i maccheroni alla stilusa “ maccarruni ala stilusa” durante una visita con i nostri associati a Stilo, riscoprendo i sapori delle cucina di casa e dei piccoli accorgimenti per rendere gli ingredienti semplici sfiziosi. Il piatto è stato consigliato da Mario, chef del ristorante “da Mario”, che oltre a questa pasta buonissima, ci ha fatto assaggiare il suo ragù alla calabrese e tante altre specialità tipiche, come le zeppole con le alici. La signora Luciana, titolare del ristorante, ci ha raccontato le origini dei maccheroni alla stilusa, regalandoci le suggestioni della vita di un tempo, quando nelle case dei calabresi non mancavano mai le conserve lavorate in estate e consumate durante il periodo invernale. Con la mente abbiamo immaginato i cortili colorati dai pomodori ciliegia messi ad essiccare, le mensole dei balconi occupati dalle olive nere che sotto il sole venivano fatte asciugare per poi essere infornate, i peperoncini appesi sui balconi e così belli da essere elementi ornamentali. E poi la preparazione dei maccheroni fatti in casa, un vero e proprio rito di socialità che riuniva tutte le donne della famiglia intente ad eseguire e tramandare gesti antichi e laboriosi.
I maccheroni “maccaruni” sono un formato di pasta tipica della Calabria. Sono impastati con acqua e farina e poi “scilati” strofinati intorno ad un sottilissimo ramo secco per raggiungere la caratteristica forma allungata e semi aperta. Lasciati ad asciugare su una tovaglia in cotone infarinata, vengono poi cotti e conditi con i sughi tipici calabresi.
I maccheroni alla stilusa “maccarruni ala stilusa” sono conditi con le sarde salate, i pomodorini, le olive nere infornate e spolverizzati con il pan grattato e la ricotta salata. Gli ingredienti sono quelli presenti nelle dispense calabresi di un tempo, quando a tavola si serviva il pesce azzurro pescato lungo le chilometriche coste della regione e poi conservato sotto sale.
La preparazione del sugo è veloce, ma il risultato è gustoso e molto particolare.

Ingredienti per 4 persone dei maccheroni alla stilusa:

4 filetti di sarde salate
2 spicchi di aglio
500 gr di pomodorini ciliegia
100 gr di olive nere infornate
4 cucchiai di pane grattugiato
Ricotta affumicata grattugiata
Olio, sale, peperoncino, prezzemolo q.b.

Preparazione:

In una padella versate l’olio e soffriggete l’aglio con il peperoncino. Aggiungete le sarde salate che precedentemente avrete sciacquato in acqua corrente. Soffriggete velocemente e aggiungete i pomodorini affettatati. Fateli leggermente consumare e aggiungete le olive nere. Fate insaporire il tutto a fuoco vivo per qualche istante.
Quando i maccheroni saranno cotti, saltateli nel sugo aggiungendo il pane grattugiato. Saltate a fuoco vivo in modo da rendere il pane croccante. Impiattate e spolverizzate con la ricotta affumicata.
Si consiglia di salare pochissimo l’acqua della pasta perché gli ingredienti del condimento sono già molto salati.

 

 

 

 

Pitta calabrese con patate e peperoni fritti

Pitta calabrese con patate e peperoni fritti

Pitta calabrese con patate e peperoni

Pitta calabrese con patate e peperoni fritti

Pitta calabrese con patate e peperoni

Pitta calabrese con patate e peperoni fritti

Un modo tutto calabrese per servire una pietanza tipicamente del sud.

La pitta è un formato di pane rotondo e molto sottile. Ha origini antiche che segnano la storia stessa della Calabria e dei popoli che la abitarono. Il nome derivante da PITA e fa riferimento ad un tipico pane rotondo, tipico dei paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente. Nei dizionari italiani, il termine “pita” è abbastanza recente in quanto risale alla seconda metà del ’900, riferendosi per l’appunto ai Balcani, alla cucina greca e in special modo a quella araba. Molti linguisti attribuiscono l’origine della parola al moderno greco di “torta”, “dolce” oppure “pane”; a differenza di altri che pensano derivi dall’ebraico פת (pat), che significa “pagnotta” o “pezzetto”. La parola “pita” (come פיתא), esiste ancora nell’aramaico del Talmud babilonese ed indica il pane in generale. Un’altra possibile etimologia viene dalla parola “pită” che in rumeno arcaico, all’epoca parlato anche nel nord della Grecia, vuol dire pane.

In Calabria questo tipo di pane è molto comune poiché si presta a differenti usi culinari, soprattutto come accompagnamento a sughi e pietanze.

Quella di riempirla con le patate e i peperoni fritti è un’usanza comune in tutta la Calabria ed è un’ottima sintesi per unire due elementi tipici di questa cucina.

Ingredienti per la Pitta calabrese con le patate e i peperoni fritti:

  • 800 gr di patate
  • 300 gr di peperoni gialli e 300 gr di peperoni rossi rossi
  • olio
  • sale

Tagliate i peperoni a metà e togliete loro il picciolo verde esterno, i filamenti bianchi e riduceteli a spicchi non troppo sottili.
Tagliate le patate a fette non troppo sottili.
In una padella fate riscaldare abbondante olio e aggiungete le patate e i peperoni.
Cuocete le verdure e con l’aiuto di una paletta, girate di tanto in tanto delicatamente facendo attenzione a non sfaldare le patate, aggiustate di sale e proseguite la cottura fino a quando gli ingredienti saranno ben cotti e si presenteranno con una croccante doratura. In circa 20 minuti dovrebbe essere tutto pronto.

Presentazione:

Dividente la pitta a metà e riempitela con le patate e i peperoni fritti ancora caldi. Chiudetela con l’altra metà e riponetela nel forno caldo per qualche minuto. Ciò renderà il pane più croccante.

 

 

 

Insalata di stocco

Insalata di stocco

Insalata di stocco

Lo stocco è un alimento presente da secoli nella cucina calabrese e nelle ricette tipiche delle regione. Lo stocco si ottiene dai merluzzi essiccati, anticamente era considerato un piatto povero, oggi, per la sua riconoscibilità, è uno dei prodotti alimentari più importanti della Calabria.
Mammola, in provincia di Reggio Calabria, è famosa per la sapiente lavorazione di questo prodotto ittico. Documenti storici attestano che Mammola era già nel 700 apprezzata per la spugnatura dello stocco. La qualità del prodotto, probabilmente,  è dovuta all’acqua del luogo ricca di minerali.
Bella e da visitare è la tradizionale Sagra dello Stocco che si svolge ogni anno il 9 agosto nel Borgo Antico di Mammola, con la degustazione del pesce preparato nei vari modi tradizionali e servito in tegami di terracotta (tianeji), in un clima di festa folkloristica con canti e balli. L’evento per la sua tipicità è tra le più importati manifestazioni di gastronomia della Calabria e d’Italia.
Noi proponiamo una ricetta semplice ed ideale per le giornate calde. E’ un’insalata un po’ fuori dal comune, che utilizza lo stocco come ingrediente principale, accompagnato da altri ingredienti tipici calabresi come le olive nere infornate.

INGREDIENTI: 

-1 kg di Stocco di Mammola spugnato
-5 pomodori da insalata
-3 peperoni verdi
-Olive nere infornate o verdi
-1 Limone (solo il succo)
-Olio
-Prezzemolo
-Sale

PREPARAZIONE:

Per prima cosa tagliate i pomodori a spicchi, salateli e riponeteli in uno scolapasta in modo da far perdere il liquido in eccesso.
Fate sbollentare lo stocco di Mammola, scolatelo e fatelo raffreddare.
Quando lo stocco sarà freddo potrete spezzettarlo.
Preparate l’insalata aggiungendo allo stocco di Mammola i pomodori, il peperoni tagliati sottilmente, le olive, il limone, l’olio, il prezzemolo e il sale.
Attenzione: lo stocco potrebbe essere già molto salato, quindi prima di aggiungere altro sale, assaggiatelo.
L’insalata di Stocco è pronta per essere servita.

Spaghetti al pesce spada e olive nere infornate

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Spaghetti al pesce spada e olive nere infornate

ll pesce spada è un alimento cardine nella cucina calabrese ed in particolare della provincia di Reggio Calabria.
Questo tipo di pesce è richiesto non solo per la sua qualità ma anche per la capacità di essere valorizzato nelle preparazioni tipiche. Il pinocchio della Costa Viola, così viene definito in Calabria, è uno dei protagonisti della cucina tradizionale.
La pesca del pesce spada è ancora eseguita con tecniche antiche, considerate dei veri e propri monumenti culturali di folklore e di storia. Le imbarcazioni utilizzate sono chiamate “spatare” e sono dirette dal timoniere o “avvistatore” che in bilico su di un alto pennone avvisa il fiocinatore o “u lanzaturi” di prendere la mira e arpionare con “u ferru” il pesce spada appena avvistato.
Le prime testimonianze di questa antica tecnica di pesca sono raccontate da Archestrato di Gela, vissuto nel IV secolo a.C.. Il poeta narra che anticamente proprio dalle sponde reggine della Costa Viola partivano i pesce spada per Atene, pescati con le tecniche ancora oggi in uso ed introdotte dai fenici.
La sagra del pesce spada si tiene la seconda domenica di luglio a Bagnara Calabra, in provincia di Reggio Calabria.
La ricetta che proponiamo è fatta con i migliori prodotti calabresi. Oltre al pesce spada, ci sono le olive nere infornate che rappresentano le tipiche conserve presenti nelle dispense casalinghe, i pomodori che sotto il sole caldo del meridione diventano maturi e dolcissimi e la cipolla di Tropea, un gioiello gastronomico calabrese ormai conosciuto in tutto il mondo.

Spaghetti al pesce spada e olive nere infornate

Ingredienti per quattro persone:

4 tranci di pesce spada
1/4 di cipolla rossa di Tropea
olive nere
10 pomodorini ciliegino
olio evo qb
sale qb
origano qb

Preparazione:
In una padella versate un filo d’olio e fate appassire la cipolla tritata finemente. Aggiungete le olive.
Dopo qualche minuto aggiungete i pomodorini tagliati a metà, un pizzico di origano e lasciateli appassire per qualche minuto.
Infine adagiate il  pesce spada tagliato a dadini, aggiungete un pizzico di sale e fatelo cuocere, aggiungete il sale e proseguite la cottura.
Intanto fate cuocere gli spaghetti.
Quando gli spaghetti saranno al dente, saltateli nel sugo e serviteli ancora caldi.

spaghetti con pesce spada

Polpette di melanzane

Polpette di melanzane

polpette di melanzane

Le melanzane sono uno dei prodotti più utilizzati nella cucina calabrese e siciliana. Tante ricette, conserve e tradizioni sono legate a questo ortaggio straordinario. Noi presentiamo le polpette di melanzane, un piatto tipico e legato ai giorni di festa, alla belle giornate di primavera e alle domenica al mare. Nella ricetta sono inseriti altri prodotti tipici calabresi, come il pecorino crotonese, un formaggio stagionato ottimo per ricette di carne e di verdure, oltre che per essere degustato da solo.

Ricetta delle polpette di melanzana:

Ingredienti:
500 Gr di melanzane
200 Gr di pane raffermo
2 uova
50 Gr di pecorino grattugiato
1 spicchio d’aglio
Basilico, prezzemolo, pepe nero e sale q.b.
Olio per friggere

Preparazione:
Per iniziare mettete il pane raffermo ad ammorbidire in acqua e poi scolatelo, strizzatelo con cura in modo da far perdere tutta l’acqua assorbita e sbriciolatelo.
Tagliate le melanzane a dadini e sbollentatele in acqua leggermente salata. Quando saranno morbide potrete scolarle. Lasciatele sgocciolare completamente e tritatele.
In una terrina unite il pane sbriciolato, le uova, le melanzane, il pecorino, gli aromi e impastate fino ad ottenere un composto morbido e ben amalgamato.
Formate delle sfere e friggete in olio bollente. Quando diventeranno dorate, saranno pronte.

 

Le Cuzzupe calabresi di Pasqua

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Le Cuzzupe calabresi di Pasqua

10260478_10202117144585222_366439728_oLe Cuzzupe di Pasqua

In questo periodo la Calabria è rallegrata dal profumo delle Cuzzupe in preparazione per la domenica di Pasqua.

Le Cuzzupe sono dolci tipici calabresi preparati per la Pasqua. Sono dolci molto particolari e dai profondi significati. Simili al Tsoureki, il dolce pasquale della tradizione ortodossa preparato in Grecia, rimandano ai significati più profondi della Resurrezione. Esse sono decorate con le uova sode che vengono disposte sulla superficie a simboleggiare la vita dopo la Resurrezione.
La forma stessa delle cuzzupe calabresi rimanda a molteplici significati. Un tempo era usanza regalarle al promesso sposo a forma di cuore, come era comune mandare dei messaggi attraverso il numero delle uova inserite nella decorazione.
Le forme possono essere varie e spesso sono delle vere e proprie prove di abilità e fantasia. Tradizionalmente si preparano durante la Settimana Santa per essere gustate la domenica di Pasqua. Un tempo venivano preparate con lo strutto e per tale motivo era categoricamente vietato mangiarle il Venerdì Santo, poiché tale giorno era dedicato alla penitenza e all’astensione dalla carne e dei suoi derivati.
Come tutte le ricette della tradizione, anche le cuzzupe hanno piccole varianti che si tramandano da famiglia in famiglia.

Noi proponiamo una ricetta base

Ingredienti per le cuzzupe calabresi di Pasqua:
1 kg di farina 00, 4 uova, 330 g di zucchero, 125 g di burro a temperatura ambiente o 250 ml di olio, 1 bustina di vanillina,1 bustina di lievito per dolci, , 130 ml di latte tiepido, la buccia grattugiata di un limone.
Per spennellare e decorare:
3 tuorli, uova sode intere e a scelta codine di zucchero colorate.

Preparazione:
Disporre la farina su una spianatoia e formare la classica fontana.
Intiepidire il latte in un pentolino.
In un bicchierino sciogliere il lievito per dolci con un po’ di latte tiepido.
Versare al centro della fontana le 4 uova intere, lo zucchero, il burro a pezzetti, la buccia grattugiata del limone, la bustina di vanillina e il bicchiere di latte con il lievito per dolci. Il burro può essere sostituito dall’olio o dallo strutto.
Iniziare ad amalgamare gli ingredienti all’interno della fontana con una forchetta, incorporando pian piano anche la farina disposta ai lati.
Quando risulterà difficoltoso continuare ad amalgamare l’impasto con la forchetta, iniziare ad impastare con le mani.
Lavorare l’impasto fino ottenere un panetto morbido, omogeneo e non appiccicoso.
Una volta ottenuto il panetto, passare alla preparazione delle forme desiderate e inserire l’uovo sodo con il guscio. Spennellare con i tuorli sbattuti e se si vuole, ricoprire con le codine di zucchero colorato.
Adagiare sulla teglia da forno precedentemente imburrata e infarinata, infornare per 30 minuti a 200°.
La superficie  può essere decorata con la glassa di zucchero. In questo caso: montate a neve 2 albumi con qualche goccia di limone e 250 gr di zucchero e stendete sulla cuzzupa raffreddata. Fate indurire la glassa prima di servire il dolce.

Nepitelle di Pasqua

Nepitelle di Pasqua

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Le nepitelle sono tra i dolci tipici calabresi preparati per la Pasqua.
Di origine greca, il nome deriva dal latino “nepitedum” (palpebre degli occhi) perché la loro forma ricorda quella di un occhio chiuso.
Dolci tradizionali della provincia di Catanzaro e Crotone presentano alcune varianti soprattutto nel ripieno. La ricetta base prevede la farcitura fatto con il vino cotto, i fichi secchi e le noci, ma possiamo trovare le nepitelle alla ricotta, alla marmellata o anche al cioccolato. Come tutte le ricette della tradizione, ogni famiglia ha la sua piccola variante che si tramanda da generazioni.

Ingredienti:
Per la pasta frolla:
250 g di farina 00, 150 g di zucchero semolato, 100 g di burro a temperatura ambiente, 1 tuorlo ed 1 uovo intero, ½ bustina di lievito per dolci, la scorza grattugiata di un limone non trattato, 1 pizzico di sale.
Per la farcia:
100 ml di vino cotto, 500 g di uva passa, fichi secchi, 150 g di gherigli di noci, 150 g di mandorle dolci sgusciate, 1 presa di cannella, 50 g di cioccolato fondente grattugiato, 50 g di zucchero, mezzo bicchierino di rhum, 2 cucchiai di caffè espresso.
Per spennellare la superficie:
1 tuorlo.

Preparazione:

Preparazione della farcitura (si consiglia di prepararla il giorno prima perché deve essere fredda e molto densa):
Tenere in ammollo l’uva passa in acqua tiepida per 10 minuti, poi scolarla ed asciugarla.
Sbollentare per un minuto le mandorle ed i gherigli di noci, scolarli e pelarli.
Tritarli grossolanamente e metterli da parte.
Versare il vino cotto in una ciotola ed unire l’uva passa, la cannella, il rhum, lo zucchero, le mandorle e le noci tritate.
Mescolare accuratamente gli ingredienti, in modo da amalgamarli.
Mettere la farcia in frigorifero, fino al momento di utilizzarla.

Preparazione della pasta frolla:
Setacciare la farina con il lievito.
Versarla sulla spianatoia e formare la classica fontana.
Mettere nel centro il burro morbido, lo zucchero e impastate.
Unire, poi, il sale, la buccia grattugiata del limone ed amalgamare il tutto.
A questo punto, unire l’ uovo intero ed il tuorlo.
Impastare velocemente il tutto, fino a formare una pasta morbida ed omogenea.
Se dovesse risultare dura, unire qualche cucchiaio di acqua fredda.
Fare una palla, avvolgere la frolla nella pellicola trasparente e riporla in frigorifero, coperta, per almeno 30-40 minuti.
Trascorso il tempo di riposo, stendere l’impasto, in modo da ottenere una sfoglia piuttosto sottile (circa 2 mm di spessore).
Ricavare dei dischi di circa 10 cm di diametro.
Prendere la farcia dal frigorifero ed ammorbidirla con il caffè.
Lavorarla fino ad ottenere un composto omogeneo.
Se il composto dovesse rivelarsi troppo duro, aggiungere ancora un po’ di caffè o di rhum.
Mettere un cucchiaio di farcia al centro dei dischi.
Bagnarne i bordi con un po’ di acqua fredda (o di albume sbattuto) e chiudere ogni disco a mezzaluna.
Pressare accuratamente i bordi con una forchetta così da sigillarli.
Fare piccoli tagli orizzontali al centro di ogni mezzaluna.
Spennellarle, poi, le nepitelle con un tuorlo sbattuto.
Porre in forno preriscaldato a 200°C per circa 20 minuti.
Estrarre le nepitelle dal forno appena diventeranno ben dorate.

 

Pesce spada gratinato con pomodori secchi

Pesce spada gratinato con pomodori secchi

pesce spada

Il pinocchio della Costa Viola, così viene definito il pesce spada in Calabria, è uno dei protagonisti della cucina tradizionale.
La pesca del pesce spada è ancora eseguita con tecniche antiche, considerate dei veri e propri monumenti culturali di folklore e di storia. Le imbarcazioni utilizzate sono chiamate “spatare” e sono dirette dal timoniere o “avvistatore” che in bilico su di un alto pennone avvisa il fiocinatore o “u lanzaturi” di prendere la mira e arpionare con “u ferru” il pesce spada appena avvistato.
Le prime testimonianze di questa antica tecnica di pesca sono raccontate da Archestrato di Gela, vissuto nel IV secolo a.C.. Il poeta narra che anticamente proprio dalle sponde reggine della Costa Viola partivano i pesce spada per Atene, pescati con le tecniche ancora oggi in uso ed introdotte dai fenici.
La sagra del pesce spada si tiene la seconda domenica di luglio a Bagnara Calabra, in provincia di Reggio Calabria.
La ricetta che proponiamo è quella del Pesce Spada gratinato alla calabrese con pomodori secchi.
INGREDIENTI:
-4 filetti di pesce spada
-200 g di pangrattato
-50 g prezzemolo
- 50 g di pomodori secchi
-40 g di capperi
-1 spicchio d’aglio Origano q.b.
-Olio extravergine d’oliva q.b
-Sale q.b  e Pepe q.b.

Preparazione:
Lavate ogni singola fetta di pesce spada e asciugatela. Disponete i filetti in una pirofila unta di olio. Preparate un impasto con il pangrattato, il prezzemolo, l’origano, i capperi, i pomodori secchi tritati, l’aglio tritato, il sale, il pepe e un filo di olio. Ricoprire il pesce spada con questo impasto. Infornate a 180°C e fate cuocere per circa 10 minuti.
Quando la crosticina sarà ben dorata il piatto sarà pronto.

Pomodori secchi sott'olio. Una tipica conserva calabrese

Pomodori secchi sott’olio. Una tipica conserva calabrese

Gnocchi alla n’duja calabrese

Gnocchi alla n’duja calabrese

gnocchi alla n'duja calabrese

Gnocchi alla n’duja calabrese

Gnocchi alla n’duja calabrese
La n’duja è uno dei prodotti gastronomici calabresi più conosciuti. La n’duja è un salame piccante morbido e spalmabile, è tipico di Spilinga, in provincia di Vibo Valentia, ma la produzione è estesa in tutto il vibonese.
Questo particolare salume, reso unico grazie alla tipica lavorazione tramandata nei secoli che rende difficile imitarne la qualità finita, è preparato con il lardello ricavato dal sottopancia, la carne della spalla e della coscia del maiale. La carne tritata viene impastata con il peperoncino piccante che rende la n’duja di un colore rosso inconfondibile ed inteso.
È un salume saporito da utilizzare anche come condimento o come ingrediente per arricchire il gusto di molti piatti.
La ricetta degli gnocchi alla n’duja è molto particolare e sfiziosa. E’ un piatto che ricorda le tavole imbandite per i grandi pranzi in famiglia.

Ingredienti per 4 persone:

Per il condimento:
-Un cucchiaio di olio extravergine di oliva
-Uno spicchio di aglio
-Quattro fette di n’duja
-Origano
-Sale q.b.

Per gli gnocchi:
-1kg di patate
-1 uovo
-300 gr di farina
-Sale q.b.
Preparazione gnocchi:
Lessate le patate con la buccia. Ancora calde, sbucciatele, schiacciatele e mettetele su un piano di lavoro ben infarinato. Aggiungete un pizzico di sale, la farina e impastate il tutto fino ad ottenere un composto compatto ma allo stesso tempo soffice. A questo punto aggiungete un uovo e continuate ad impastare fino ad ottenere un impasto senza grumi e compatto. Quindi, dividete l’impasto in tanti filoni dello spessore di 2-3 centimetri e iniziate a tagliare i vostri gnocchi riponendoli su una superficie o un vassoio infarinato. Per finire, praticate le caratteristiche rigature facendo scivolare ogni gnocco sulla forchetta. Lasciateli riposare per 15 minuti e poi  fateli cuocere in una pentola abbastanza grande con l’acqua salata e scolateli quando saliranno a galla.

Preparazione condimento:
In una padella fate scaldare l’olio con l’aglio. Rosolate leggermente e aggiungete le fette di n’duja sbriciolata. Fate sciogliere il salume fino ad ottenere un condimento abbastanza liquido.
Quando gli gnocchi saranno cotti versateli nella padella con il condimento e saltate il tutto spolverizzando con l’origano e il parmigiano grattugiato.
Gli gnocchi alla n’duja calabrese sono pronti!