Fileja con fagioli e guanciale

Fileja con fagioli e guanciale

Fileja con fagioli e guanciale

Fileja con fagioli e guanciale


La Calabria grazie alla sua storia millenaria, a quell’incrocio di popoli che l’hanno popolata, alle particolarità climatiche e ambientali che la rendono preziosa, offre una varietà di prodotti alimentari ampia e di qualità eccellente. Per questo motivo, oggi abbiamo deciso di fare un lungo itinerario per il territorio, unendo in un unico piatto alcuni ingredienti tipici e dalla lunga tradizione. Siamo partiti dai paesi del Reventino, abbiamo percorso il punto più stretto della penisola italiana: l’Istmo di classica memoria e poi, facendo sosta, sulle terrazze montuose naturali, per ammirare quel paesaggio reso unico dalla vista che riesce ad abbracciare contemporaneamente il mar Jonio e il Tirreno, siamo arrivati a Decollatura. Qui abbiamo acquistato i primi ingredienti del nostro piatto: i fagioli che in questo territorio sono tra i prodotti agroalimentari più importanti e il guanciale stagionato. Due ingrediente meravigliosi, frutto di abilità tramandate nei secoli e regalo di un terra ricca di minerali e di proprietà importanti. Lasciato il Reventino, tra paesaggi che solo in Calabria possono regalare una vista intervallata da monti spettacolari e mare, abbiamo fatto tappa a Tropea, scrigno di bellezza naturale e arte. A Tropea, nelle botteghe del centro storico abbiamo trovato la pasta tipica: i Fileja, una pasta fresca, modellata facendo scivolare dei piccoli mucchietti di composto su dei bastoncini di ginestra essiccata. Recuperati gli ingredienti principali, abbiamo deciso di comporre i nostri Fileja con fagioli e guanciale.
Ricapitoliamo gli INGREDIENTI:
200 grammi di Fagioli di Decollatura, un gambo di sedano, mezza cipolla, due cucchiai di pomodoro pelato
200 grammi di Pomodori ciliegini
60 grammi di Guanciale di maiale
360 grammi di Fileja
1 Cipolla e 1 peperoncino
Olio extravergine d’oliva (EVO), sale qb
Mezzo bicchiere di vino bianco
PROCEDIMENTO:
Cuocete i fagioli in acqua con cipolla, sedano e due cucchiai di passata di pomodoro. Quando saranno pronti, privateli dell’acqua in eccesso.
Preparate la base del soffritto con olio, cipolla e peperoncino piccante. Fate imbiondire la cipolla e aggiungete il guanciale, soffriggete qualche minuto e sfumate con il vino bianco. Quando il vino sarà evaporato, aggiungere i fagioli e i pomodorini. Cuocere fino a quando i pomodorini saranno diventati morbidi e avranno colorato gli ingredienti.
Cuocete la pasta molto al dente, conservando un mestolo di acqua di cottura. Unite la pasta al condimento e continuate la cottura unendo al condimento il mestolo di acqua precedentemente prelevato. Quando il liquido avrà legato tutti gli ingredienti, prima che si asciughi del tutto, spegnete il fuoco e servite.

Torre Cavallara di Catanzaro

Torre Cavallara di Catanzaro

Torre Cavallara di Catanzaro

Torre Cavallara di Catanzaro


Situata su una collina del quartiere Aranceto di Catanzaro, a poca distanza dal mare, domina con la sua prospettiva frontale tutta la costa catanzarese, mentre alle sue spalle è possibile scorgere il promontorio silano. Edificata nel 1540 per volere del vicerè Don Pedro di Toledo, fa parte del sistema difensivo strutturato per difendere i territori dalle invasioni turche. E’ infatti, sulle alture calabresi a pochi chilometri dalle coste, che si può notare la presenza dei ruderi di molte altre torri di guardia. La torre è detta “cavallara” proprio perché accoglieva al suo interno le sentinelle a cavallo. E’ancora visibile la scala che conduceva al piano superiore collegata al resto della struttura da un ponte levatoio ormai scomparso.
Visitando i resti della Torre Cavallara di Catanzaro, si è avvolti da un silenzio insolito nelle città moderne, guidati da una prospettiva meravigliosa, si può viaggiare nel tempo, immaginando le guardie che avvistando le navi nemiche, avvertivano i presidi militari a difesa del territorio con segnali di fumo o il suono dei corni. Come tutte le torri di difesa, anche la Torre Cavallara di Catanzaro fu abbandonata nei primi decenni del XVII secolo. Attualmente è uno degli esempi più tangibili di queste epoche passate, ma necessita di importanti interventi di recupero e promozione.

Susumelle calabresi

Le susumelle calabresi

Le susumelle calabresi


Le susumelle calabresi sono dolci natalizi tipici, specialità della zona di Reggio Calabria, Crotone e Vibo Valentia. Sono biscotti di pasta dolce, dalla forma di panetti ovali di circa 10 cm, ricoperti cioccolato o glassa.Impastate con uva sultanina e spezie, rimandano all’influenza araba presente nella gastronomia della regione.
Noi proponiamo una ricette base, le varianti sono molteplici e caratterizzano le tavole delle famiglie calabresi che da secoli tramandano questo patrimonio gastronomico e culinario unico e straordinario.
Ingredienti per 20 susumelle calabresi:
250 g di farina 00
100 g di zucchero
100 g di miele millefiori oppure miele di fichi
1 cucchiaino di cannella in polvere
1 cucchiaino di chiodi di garofano
40 g di uvetta
40 g di arancia candita
5 g di bicarbonato
cioccolato fondente qb
Preparazione:
Mescolate in una ciotola la farina, lo zucchero, la cannella, i chiodi di garofano ridotti in polvere, l’uvetta, precedentemente ammollata in acqua e ben strizzata, i canditi ed il bicarbonato.
Sciogliete il miele in circa 100 ml di acqua calda ed aggiungete il liquido al composto.
Impastate fino ad ottenere un composto omogeneo, che risulterà piuttosto appiccicoso data la presenza del miele. Se necessario aggiungete ancora un po’ di farina, fino ad ottenere un composto morbido ma lavorabile.
Stendete l’impasto allo spessore di 1 cm e ritagliate le forme ovali.
Sistemate le susumelle su una teglia rivestita di carta forno ben distanziate e cuocete a 180° per circa 15 minuti, fino a leggera doratura.
Togliete dal forno e lasciate raffreddare.
Sciogliete il cioccolato fondente a bagnomaria ed immergetevi la parte superiore delle susumelle Lasciate asciugare il cioccolato e poi servite le susumelle calabresi.
Le susumelle calabresi

Le susumelle calabresi

Tonno con la cipolla di Tropea

Tonno con la cipolla rossa di Tropea

Tonno con la cipolla rossa di Tropea


Tonno con la cipolla di tropea
Il tonno fresco, la Cipolla rossa di Tropea conosciuta per la sua dolcezza inimitabile, portano a tavola la bontà della Calabria con una ricetta dal successo garantito.
Ingredienti per il Tonno con la cipolla di Tropea:
4 fette di tonno fresco
4/5 cipolle rosse di Tropea
mezzo bicchiere di aceto
2 cucchiai di zucchero
olio extravergine d’oliva
farina
sale
pepe
Preparazione:
Lavate il pesce ed asciugatelo, passatelo nella farina e fatelo friggere in una padella antiaderente con poco olio facendolo dorate da tutti i lati. Salate.
Quando è cotto, trasferitelo in una pirofila.Bastano pochi minuti di cottura per lato.
Affettate la cipolla sottilmente e fatela imbiondire a fuoco dolce nell’olio di cottura del tonno, aggiungete l’aceto dove avete fatto sciogliere lo zucchero, un pizzico di sale, il pepe e continuate la cottura per pochi minuti.
Prendete il tonno, unitelo alla cipolla facendolo insaporire per altri dieci minuti.

Workshop fotografico

Workshop fotografico
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Le fotografie possono raggiungere l’eternità attraverso il momento…
Tre giorni sui monti spettacolari dell’Orsomarso, tra natura incontaminata e paesaggi unici, insieme a Fabiano Ventura, fotografo di fama internazionale, esperto di fotografia notturna e paesaggistica.
Per info: 3922342873 op [email protected]

Estate con Calabria Terra di Storie

Estate con Calabria Terra di Storie
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Luglio prosegue con gli appuntamenti del mercoledì di “U teatru ammenzu a simana”, un cartellone di eventi tra Teatro, storia, cucina tipica.
Un buon esempio di collaborazione tra associazioni impegnati per la valorizzazione del territorio e della cultura. Tutte le serate si apriranno con i racconti di Mirabilia che ci farà scoprire la storia medioevale di Catanzaro, conducendoci nei sotterranei della città, poi le stupende commedie in vernacolo di Teatro Incanto. A completare il tutto le cene tipiche preparate dal ristorante 21R.
“U teatru ammenzu a simana” è cultura, sapori, buon tempo passato a fare cose belle.
Se volete scoprire i magnifici mercoledì del “U teatru ammenzu a simana”, seguite la puntata de “La mappa dei piaceri” che andrà in onda martedì 14 luglio alle ore 9:30 e in replica alle 14:30 e a alle 20:00 su CalabriaTV, canale 15 del digitale terrestre. La stessa puntata andrà in onda anche su TelespazioTV, canale 11 del digitale terrestre, alle ore 15:30 e alle 23.00.
Buona visione e arrivederci a mercoledì con il secondo appuntamento di questo cartellone straordinario
Qui le foto del primo appuntamento del mese
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Estate a Catanzaro

Estate a Catanzaro

I luoghi del U Teatru ammenzu 'a simana

I luoghi del U Teatru ammenzu ‘a simana


Riscopriamo il centro storico di Catanzaro con un cartellone di eventi tra teatro, arte, storia, tradizioni e cucina tipica.
Da mercoledì 8 luglio e per tutti i mercoledì del mese, Calabria Terra di Storie insieme alla compagnia Teatro Incanto e al gruppo storico Mirabilia parteciperà a “U teatru ammenzu ‘a simana”. Una manifestazione da non perdere, promossa da Teatro Incanto e realizzata con la partecipazione della nostra associazione e di quella di Mirabilia. E’ un esempio di buona collaborazione tra associazioni impegnate per la promozione del territorio, una buona occasione per dare vivacità alle tradizioni di Catanzaro, ai suoi spazi più belli e alle sue tradizioni più autentiche.
Ogni mercoledì di luglio, a partire dalle 19:30, Mirabilia aprirà la serata con le escursioni per i luoghi di “CATHACIUM, la città fortezza” e a seguire, alle ore 21:00, Teatro Incanto metterà in scena le sue commedie più belle. La chiusura delle serate sarà all’insegna della buona cucina con degustazioni tipiche.
Tutti gli appuntamenti si terranno presso il complesso monumentale del San Giovanni di Catanzaro.
“U Teatru ammenzu ‘a simana” apre il sipario nel cuore del centro storico mercoledì 8 luglio alle 19:30 con la prima escursione di Mirabilia che ci condurrà in un viaggio immaginario tra le mura del castello normanno di Catanzaro, facendoci rivivere la storia dei signori che lo dominarono, la sua fondazione e la sua caduta. Alle 21:00 Viva Catanzaro, una commedia in vernacolo, originale, ironica, con la quale Teatro Incanto ha saputo descrivere il capoluogo dalle origini mitologiche fino ai giorni nostri, senza tralasciare le sue molte virtù e inevitabili debolezze. Poi la degustazione del piatto tipico di Catanzaro, a cura del ristorante 21R: il Morzello.
L’estate a Catanzaro è teatro, storia, cucina tipica, tempo di qualità.
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A Lungro e a Saracena

A Lungro e a Saracena
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Domenica 7 giugno siamo stati a Lungro e Saracena. Abbiamo scoperto il rito e la tradizione bizantino greco di Lungro e i vutant della casbah di Saracena. Grazie ai ragazzi di Ucta Ungra che ci hanno guidato per la storia e le vie antiche di Lungro, al Sindaco di Saracena che ci ha accolti con cortesia e infinito garbo, ai soci della Libera Università della terza età di Soverato che hanno scelto di passare con noi questa domenica di riscoperta della Calabria
Foto dell’itinerario a Lungro e Saracena

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Stignano

Stignano
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Stignano, antico paese della locride, sorge aggrappato a uno sperone sulla sinistra della bassa valle della fiumara Precariti. Confina con comuni dal grande interesse storico e culturale, come: Camini, Caulonia, Riace, Stilo, Placanica, Pazzano e con il mare Jonio che accompagna tutta la lunga striscia di strada che collega questi luoghi.
La ricerca etimologica sul termine “Stignano” lascia aperti ancora confini della storia civica secondo alcuni studiosi il nome deriverebbe dal greco stenòs, luogo angusto, stretto, mentre secondo uno studio più consolidato si tratterebbe di un nome preso dalla cittadina dal termine latino Stenianum che indicherebbe “possesso o villa di uno Stenus, o Stenius”.
Seguì le vicende di Stilo in quanto suo casale. La Contea di Stilo era una confederazione di Casali ognuno con propria autonomia, con un proprio parlamento con proprie leggi.
Quindi, insieme agli altri casali di Guardavalle, Camini, Riace e Pazzano, appartenne al demanio regio di Stilo anche durante la dominazione degli Aragonesi.
L’ordinamento amministrativo dello Stato, predisposto dal generale Championnet durante la Repubblica Napoletana, ne fece un Comune autonomo nel cantone di Satriano.
Nel 1807, invece, i Francesi lo dichiararono università nel cosiddetto governo di Stilo. Ritornò a essere amministrativamente autonomo con il decreto 4 maggio 1811 istitutivo dei Comuni.
Ai piedi del borgo adagiato su una collina scorre la fiumara Precariti. Il paese ha mantenuto le caratteristiche medievali con le case addossate le une alle altre. Le stradine interne, in alcuni punti, sono così strette da non consentire il passaggio delle auto. La vita scorre intorno alla piazza Forzio che regala una vista spettacolare sulla costa jonica.
E’ un luogo che regala panorami senza tempo, la storia che lo percorse è ancora visibile nelle tradizioni e nelle testimonianze architettoniche e culturali. A poca distanza dal centro storico è ubicato il Castello di San Fili, già descritto sul nostro sito e visibile nelle foto di chiusura della presentazione. Grazie alla vicinanza con altri comuni straordinari, offre svariate possibilità per itinerari enogastronomici, naturalistici e culturali.
Non dimenticate di assaggiare la tradizionale “Pasta di Casa” con il sugo di capra, le zeppole o il baccalà con i pomodorini.
Buon viaggio!!
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Veduta della torre di guardia dal Castello di San Fili

Veduta della torre di guardia dal Castello di San Fili

Castello di San Fili

Castello di San Fili

Ginetti di Pasqua

Ginetti di Pasqua

Ginetti di Pasqua

Ginetti di Pasqua


Queste ciambelle dolci, tipiche dei paesi arbëreshë calabresi, sono preparate durante il periodo pasquale, si consumano a partire dalla domenica delle Palme, quando anticamente le ragazze vestite per la cerimonia le indossavano come dei bracciali. Da qui, probabilmente, la forma a ciambella.
Dopo la cottura sono ricoperte da una glassa di zucchero che le rende bianche e dall’aspetto invitante.
Per la preparazione occorrono pochissimi ed economici ingredienti.
Con questa ricetta della tradizione dolciaria calabrese, vi auguriamo una Buona Pasqua
INGREDIENTI:
1 kg di farina di grano tenero
10 uova
10 cucchiai di olio extra vergine di oliva
1 cucchiaino di bicarbonato
un pizzico di sale
Mezzo bicchierino di anice
q. b. di codette di zucchero per decorare i dolci
Per la glassa :

200 g di zucchero a velo
un albume d’ uovo
succo di mezzo limone

Preparazione dei ginetti :
In una ciotola capiente sbattete le uova per un paio di minuti, dopodichè aggiungete pian piano tutti gli ingredienti necessari: l’ olio di oliva, il sale, la farina di grano tenero, il bicarbonato, l’anice e impastate bene il tutto per alcuni minuti, fino a che non otterrete un impasto morbido ed omogeneo. Fatto questo, prendete l’ impasto, allungatelo con le mani in modo da formare dei bastoncini grossi all’incirca come un dito, quindi, tagliateli in pezzi di circa 12 – 15 cm di lunghezza, chiudeteli a cerchio, formando delle ciambelle che fisserete bene alle estremità. Fatele bollire in una pentola con dell’acqua calda per qualche minuto, una volta lessate, fate intiepidire, quindi, incidetele orizzontalmente e poneteli su una teglia antiaderente e infornatele a 200° per 20 minuti. Quando i Ginetti saranno cotti potrete toglierli dal forno, lasciandoli raffreddare.
Nel frattempo preparate la glassa: montate a neve l’ albume, aggiungetevi lo zucchero a velo. Fate incorporare e aggiungete il succo di limone. Cospargete con la glassa e le codine i Ginetti, lasciandoli indurire prima di servirli a tavola .